Scritti, impressioni, opinioni.

Le ali della sfinge

Le ali della sfingeDi Camilleri parlano in tanti. Non sarò io a dire cose nuove sicuramente. Quello che penso nel mio piccolo è che sia un ottimo professionista della scrittura. Penso che onestamente lui se la rido di gusto di quelli che lo chiamano "maestro". Più che altro perchè il titolo viene eccessivamente ammantato di sacralità. Che Camilleri ci possa insegnare a tutti il mestiere della scrittura è innegabile. Tantè che lo definirei "Mastro" Camilleri. La sua tecnica è rodata e collaudata da anni e anni di pratica professionale. Se dovessi paragonarlo a un mestiere lo paragonerei a un falegname, capace di costruire mobili solidi e concreti, da usare tutti i giorni.  Ma non crea mobili in stile. Non siamo dalle parti dellIkea, ma neanche nellartigianato artistico. Siamo nel territorio di una fruibilità spicciola, pratica, ma non per questo da sottovalutare. Così sono i romanzi di Montalbano, così i suoi romanzi di ambientazione siciliana. Piacevoli letture giornaliere. Realizzate con sapiente mestiere.
E così è anche questultimo romanzo con protagonista Salvo Montalbano. Tanta acqua è passata sotto i ponti da "La forma della acqua", il primo romanzo della serie. E cambiato sicuramente lo spirito con il quale lautore approccia i personaggi. I personaggi si sono quindi evoluti verso la maturità. Salvo è conscio di essere invecchiato. Mimì tiene famiglia. Forse solo il buon Catarella continua a essere uguale a se stesso. Mentre Fazio è diventato anche un po autoironico sulle sue manie "anagrafiche". Il rapporto tra Livia e Salvo sta subendo un momento di passaggio. Ovviamente lautore non dimentica il pretesto con il quale parlarci di Salvo e dei suoi comprimari. La trama gialla è forse un tantino più complessa che in altri romanzi. Ma quanto basta per appassionarci. Se devo trovare un difetto a questo romanzo è che il finale mi sembra veramente frettoloso. In poche pagine Salvo prende alcune veloci decisioni e tutto sembra correre verso la soluzione dellenigma. Dopo che per pagine e pagine precedenti la prudenza aveva regnato sovrana. Si ride e ci si commuove in questo romanzo. Ci commuoviamo perchè ci rendiamo conto di essere cambiati anche noi in questi anni. Noi che abbiamo seguito Salvo sin dagli esordi, che ci siamo piacevolmente intrattenuti con stramberie di questa sicilia assolutamente improbabile allapparenza, ma vera perchè resa credibile dal sapiente lavoro di artigianato del "Mastro" Camilleri.  Prendete il mio per un commento da appassionato lettore ad altri appassionati lettori, nulla di più. Se volete passare qualche ora piacevolmente intrattenuti non ve ne pentirete.

Pubblicato anche su il leggio

» Emanuele Manco">Tweet

Precedente

Successivo

1 commento

  1. Ho appena finito di leggerlo. Camilleri e Montalbano mi divertono e così è stato anche questa volta...qualche dubbio sul finale con la "sciarratina" ma tutto sommato un libro piacevolte
    Tarlo

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén