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ALESSANDRO NIVOLA as Dickie Moltisanti in New Line Cinema and Home Box Office’s mob drama “THE MANY SAINTS OF NEWARK,” a Warner Bros. Pictures release.

I molti santi del New Jersey

Attendevo da molto tempo l'arrivo del film I molti santi del New Jersey. in originale The Many Saints of Newark. Non parlo molto di serie TV, ma sono una delle mie passioni. E tra le serie televisive una di quelle che ho amato di più è I Soprano, ideata da David Chase, andata in onda dal 1999 al 2007 su HBO negli USA e sui canali Mediaset e Sky nel nostro paese.

Della serie il film appena uscito nelle sale è un prequel, narrante vicende a cavallo tra la fine degli anni '60 e i primi anni '70.

Se I Soprano è un capolavoro delle serie televisive, I molti santi del New Jersey è invece un film mal riuscito.

L'intento della storia era quello di mostrarci come Tony Soprano sia diventato quello che abbiamo conosciuto, attraverso la storia di Dickie Moltisanti (dal quale deriva il gioco di parole del titolo), zio preferito di Tony. 

Nella messa in scena si perde uno dei primi elementi che avevano reso I Soprano un capolavoro. La verità che aveva caratterizzato l'approccio alla materia Mafia della serie si perde, con personaggi che sono poco più che macchiette e con divagazioni su eventi storici posticciamente connesse con l'intreccio principale. Quello che viene fuori è un clone in formato ridotto di film come Quei bravi ragazzi di Martin Scorsese. Ma Alan Taylor, un buon mestierante, regista di vari episodi della serie originale, di episodi de Il trono di Spade e al cinema di Thor: The Dark World, non ha neanche una frazione del geniale talento di Scorsese. Inutile anche solo entrare nel merito della regia.

Fastidiosa è la presenza di numerosi "momenti profezia", ovvero quelle frasi lapidarie messe in bocca a vari personaggi nelle quali si presagiscono i futuri tragici sviluppi. Sono tipici dei prequel posticci e non ben congegnati per essere una narrazione autonoma.

(L-r) MICHAEL GANDOLFINI as Teenage Tony Soprano and ALESSANDRO NIVOLA as Dickie Moltisanti in New Line Cinema and Home Box Office’s mob drama “THE MANY SAINTS OF NEWARK,” a Warner Bros. Pictures release. - © 2021 Warner Bros. Entertainment Inc. All Rights Reserved. Photo Credit Barry Wetcher

Il cast fa quello che può, i pur bravi Alessandro Nivola, nel ruolo principale di Dickie Moltisanti, Vera Farmiga in quello di Mamma Soprano, Jon Bernthal e Corey Stoll, rispettivamente nei ruoli di Johnny Soprano e Junior Soprano, reggono dignitosamente la parte. Fuori parte appare Michael Gandolfini, figlio di James Gandolfini (Tony Soprano nella serie), nel ruolo di Tony adolescente. Onore al merito per aver affrontato la fossa dei leoni accettando il confronto con il suo compianto padre, ma purtroppo, complice anche una scrittura frammentata e poco sviluppata, gira troppe volte a vuoto.

Fasulle come monete da 3 euro sono infine le caratterizzazioni degli iconici Silvio (John Magaro) e Paulie (Billy Magnussen).

Dal finale del film si desume che potrebbero essere vere le voci di una serie prequel incentrata sul giovane Tony Soprano, sempre smentite da HBO. 

Il risultato mediocre del film lascia intendere che forse sarebbe meglio lasciare perdere. Ma non credo che sia solo questo il motivo. 

Da un lato, in virtù del suo finale capolavoro, ben prima che morisse prematuramente Gandolfini,  I Soprano non consente seguiti.

Da un altro punto di vista la vera parte originale e interessante della storia di Tony Soprano inizia proprio con la sua crisi, con le sue domande enigmatiche e il confronto con se stesso che ha vissuto negli 86 episodi della serie. Prima era la storia di un gangster qualunque, e da questo punto di vista il già citato Quei Bravi Ragazzi ha raccontato già bene la storia di "gangster qualunque".

L'originalità della serie è stata quella di aver proposto un punto di vista totalmente diverso dal film di Scorsese o da Il padrino di Francis Ford Coppola. I molti santi del New Jersey invece chiude il cerchio riprendendo quei modelli, in forma di cattiva imitazione,  senza aggiungere nulla di importante alla storia di Tony Soprano.

 

I molti santi del New Jersey, sinossi ufficiale

I molti santi del New

I molti santi del New Jersey

"I Molti Santi del New Jersey" della New Line Cinema, è il tanto atteso prequel dell’innovativa e pluripremiata serie drammatica della HBO "I Soprano".
Il film è ambientato negli esplosivi anni '60, nell'epoca delle rivolte di Newark e degli scontri violenti tra la comunità afroamericana e quella italiana. E in particolare, è tra i gangster dei rispettivi gruppi, che la pericolosa rivalità diventa particolarmente letale.
"I Molti Santi del New Jersey" è interpretato da Alessandro Nivola ("Disobedience", "American Hustle – L’apparenza inganna"), il vincitore del premio Tony, Leslie Odom Jr. ("Hamilton" a Broadway, "Assassinio sull’ Orient Express"), Jon Bernthal ("Baby Driver – Il genio della fuga", "The Wolf of Wall Street"), Corey Stoll ("First Man – Il primo uomo", "Ant-Man"), Michael Gandolfini (la serie TV "The Deuce: La via del porno"), Billy Magnussen ("Game Night – Indovina chi muore stasera?", "La grande scommessa"), John Magaro ("L’ultima tempesta", "Not Fade Away"), Michela De Rossi ("La terra dell’abbastanza," la serie TV "I topi") con il vincitore dell'Emmy, Ray Liotta (la serie TV "Shades of Blue", "Quei bravi ragazzi") e la candidata all'Oscar Vera Farmiga ("Tra le nuvole", i film "The Conjuring").
Alan Taylor ("Thor: The Dark World"), che ha vinto un Emmy per la regia de "I Soprano", ha diretto il film da una sceneggiatura del creatore della serie David Chase, e Lawrence Konner, basata sui personaggi creati da Chase. La produzione è di Chase e Konner mentre Michael Disco, Richard Brener, Nicole Lambert e Marcus Viscidi sono i produttori esecutivi.
La squadra creativa di Taylor che ha lavorato dietro le quinte comprende il direttore della fotografia Kramer Morgenthau ("Creed II", "Thor: The Dark World"), lo scenografo Bob Shaw ("The Wolf of Wall Street", "I Soprano"), il montatore nominato all’Oscar Christopher Tellefsen ("L’arte di vincere", "A Quiet Place- Un posto tranquillo") e la costumista Amy Westcott ("The Wrestler", "Il cigno nero").
"I Molti Santi del New Jersey" è stato girato nel New Jersey e New York, e nel film sono presenti diversi personaggi famosi della serie originale che ha ispirato il film. Andata in onda per sei stagioni, la serie "I Soprano" - ampiamente considerata come una delle più grandi e influenti serie drammatiche televisive di tutti i tempi - è stata premiata con 21 Primetime Emmy Award, cinque Golden Globe e due Peabody Award, solo per citare alcuni riconoscimenti.
New Line Cinema presenta, in associazione con Home Box Office, una produzione Chase Films: "I Molti Santi del New Jersey". Il film sarà distribuito in tutto il mondo dalla Warner Bros. Pictures.

 

 

 

Film: Ex Machina

Attendevo con curiosità questo Ex Machina, film di fantascienza la cui uscita, annunciata per la primavera, è poi slittata a fine luglio, immeritatamente tra gli scarti di fine stagione.

La storia ha un inizio semplice.  Il giovane programmatore Caleb (Domhnall Gleeson) viene selezionato per trascorrere una settimana insieme a Nathan (Oscar Isaac), suo capo, ideatore del più potente motore di ricerca su internet, Bluebook.

Quando arriva nella residenza, una casa ipertecnologica, protetta dalla lontananza dalle città e da sistemi di sicurezza al limite della paranoia, a Caleb viene rivelato da Nathan il vero scopo della sua convocazione: effettuare il test di Turing sul suo nuovo progetto, l'intelligenza artificiale AVA, al quale ha dato le fattezze di una bella ragazza (Alicia Vikander).

Il Test di Turing merita a questo punto una parentesi, necessaria a mio giudizio per comprendere il mcguffin del film.

Alan Turing (1912-1954) nel suo articolo ,  Computing Machinery and Intelligence (Macchine Calcolatrici e Intelligenza),  concepì quello che è passato alla storia come il "Test di Turing", da lui definito il “gioco dell’imitazione”.

Il gioco, per come lo descrisse Turing, prevede tre soggetti: un uomo (A), una donna (B) e un soggetto che interroga (C). Quest’ultimo viene chiuso in una stanza, diviso dagli altri due. Il suo scopo è comprendere chi sia l’uomo e chi sia la donna, ponendo delle domande ai due, le cui risposte gli perverranno in forma scritta. Una ulteriore complicazione è che, a insaputa di C, lo scopo di A è quello di ingannare C, mentre quello di B è di aiutarlo.

Il Test di Turing si basa sulla convinzione che una macchina si sostituisca ad A, e nel caso in cui C non si accorgesse di nulla, la macchina dovrebbe essere considerata intelligente, dato che sarebbe indistinguibile da un essere umano.

Secondo Turing da lì a una cinquantina d'anni sarebbe stato possibile concepire una macchina che, qualora interrogata desse risposte indistinguibili da quelle di un essere umano, ma ancora oggi nessun sistema artificiale ha superato il test di Turing per come è formulato, nonostante in alcune circostanze si sia gridato al suo superamento.

La parentesi è importante, perché il primo salto logico il film lo ha quando Nathan spiega a Caleb che sottoporrà Ava a un interrogatorio palese e non sarà invece chiuso in una qualche stanza. A tutti gli effetti il test al quale Caleb sottoporrà Ava sarà una sorta di dialogo tra i due, con la consapevolezza iniziale da parte del giovane di trovarsi davanti a una macchina.

Come giudicarne realmente la indistinguibilità allora? Il regista e sceneggiatore del film Alex Garland (28 giorni dopo, Sunshine, ma anche Dredd e in futuro Halo), si è posto la domanda e la risolve con una spiegazione che inizialmente non ho trovato convincente, e che mi è apparsa come una technobabble.

Nathan è così fiducioso  nella sua capacità di progettazione di Ava da volere in pratica alzare la posta. Ossia porre Caleb di fronte a una indagine non sulla capacità di Ava simulare ma di essere, e sulla sua coscienza di sé.

Ora la fantascienza, in soldoni, si basa sulla sospensione dell'incredulità, e molte volte un espediente narrativo serve a rafforzarla. L'ideatore di un mondo fantascientifico fornisce al lettore un supporto logico, basato per esempio sulla tecnologia. Giusto per citare un caso, il motore a curvatura è la tecnologia sulla quale si basa l'universo di Star Trek. Senza accettare implicitamente che quelle tecnologia può esistere in quell'universo narrativo, non c'è patto con il narratore, non c'è sospensione dell'incredulità e non c'è divertimento.

Nel caso di Ex Machina, la debolezza della spiegazione, del salto logico necessario a farci entrare nel mondo fantastico ideato da Garland, rischia di minare alla base la sospensione dell'incredulità.

La direzione che prende la storia successivamente fa pensare che questo senso di disturbo fosse voluto. Un inganno perseguito con consapevolezza da Garland.

Infatti, dopo la conoscenza iniziale tra Caleb e Ava, piano piano scopriremmo che è non tutto come sembra, e il film prenderà una piega da thriller psicologico, giostrato con la dinamica del campo/controcampo, con eleganti movimenti di macchina e illuminazioni. Cinema bello, ben girato, meritevole della visione sul grande schermo.

Quello che scopriremo è che il vero test non è tanto per Ava, quanto per Caleb, che subirà il fascino della macchina, costruita come una bella ragazza non per caso.

Ma la spiegazione sarà così semplice?


Ex Machina infatti non si basa inoltre solo sulle dinamiche tra Nathan, Caleb e Ava, ma altri personaggi scompagineranno il quadro generale. Chi è Kyoko (Sonoya Mizuno), la misteriosa amante, cameriera, geisha di Nathan?

Il risultato sarà di introdurre altri elementi spiazzanti che ci porteranno a un finale tutto sommato atteso, ma che allo stesso tempo sorprenderà più che altro per il come si svilupperà.

Ex Machina è un film di fantascienza sofisticato e complesso, da seguire con attenzione e rivedere forse con ancora maggiore attenzione, per accorgersi di come la storia giochi con lo spettatore, così come Ava, Nathan, Caleb e Kyoko giocano la loro partita, cercando di ingannarsi l'un l'altro.

Nel caso dello spettatore, l'inganno alla fine fa parte del godimento della storia, se non ci fosse non apprezzeremmo le doti il film, che vuole distinguersi dalla sci-fi, per collocarsi nella vera e buona fantascienza.

Ex Machina, USA, 2015 - regia di Alex Garland - scritto da Alex Garland - con Alicia Vikander, Domhnall Gleeson, Oscar Isaac, Sonoya Mizuno - durata: 108 minuti - distribuito da Universal Pictures

La matematica del cinema

Il video che vi mostro è molto interessante.

C'è matematica nel cinema?

Il cinema è narrazione per immagini. I fotogrammi devono assolvere a una funzione narrativa, ma è anche vero che la nostra percezione dipende da come queste immagini sono composte.

Le immagini di questo video sono tratte da Il Petroliere di Paul Thomas Anderson.

L'autore Ali Shirazi mostra come vengono applicate la regola dei tre terzi, ma anche la disposizione degli elementi secondo la proporziona aurea.

La matematica è dentro il nostro mondo, anche quello del cinema. Quanto sia consapevole, non lo so, veramente.

Dovrebbe essere è il primo di una serie di video sullo stile registico di Anderson. Sarebbe molto bello esplorare altri registi in tal senso

Featurette da Ant-Man con Evangeline Lilly

Stanley Kubrick

Il cinema di Stanley Kubrick in rassegna

Rassegna IL LABIRINTO DEL MONDO. Il cinema di Stanley Kubrick.

Dal 3 al 30 giugno 2015 - Cinema Massimo - via Verdi 18, Torino

Il Museo Nazionale del Cinema organizza – dal 3 al 30 giugno 2015 al Cinema Massimo – una retrospettiva quasi integrale dedicata al geniale regista Stanley Kubrick. Dopo aver programmato Barry Lyndon in versione restaurata, proponiamo un omaggio quasi completo a uno dei più grandi protagonisti del cinema contemporaneo. Mancano Il dottor Stranamore e Arancia meccanica, che saranno inseriti nella retrospettiva del prossimo TFF.

 

Nato nel Bronx di New York, il 26 luglio 1928, non ancora ventenne viene assunto come fotoreporter dalla rivista 'Look', ma, oltre la fotografia, il jazz e gli scacchi, coltiva un'altra grande passione. Il cinema. A 21 anni dirige il suo primo cortometraggio, Day of the fight, un documentario di 16 minuti dedicato al pugile Walter Cartier. Negli anni successivi si autoproduce altri corti e mediometraggi finchè nel 1955 con Il bacio dell'assassino suscita l'interesse e l'ammirazione di Sterlyng Hayden, che convince la United Artists a finanziare Rapina a mano armata, dietro l'impegno di comparire nel film. Da questo momento Kubrick potrà contare sui budgets delle grandi produzioni, riuscendo comunque a non farsi fagocitare dalle politiche delle majors.

A 27 anni si è già sposato due volte e quando incontra Kirk Douglas, all'epoca gia divo internazionale, deve accettare i suoi suggerimenti (e critiche) riguardo al personaggio del colonnello Dax di Orizzonti di gloria (1957), un film antimilitarista che viene subito applaudito e accostato a La grande illusione (Jean Renoir, 1957).

Tre anni dopo, con Spartacus (1960), la coppia Kubrick-Douglas ottiene sette candidature all'Oscar, aggiudicandosi alla fine ben quattro delle ambite statuette. Contemporaneamente, sembra soddisfatto di oltrepassare anche i limiti dei generi. Dalla seduzione in bianco e nero di Lolita (1962) al pilota che cavalca la bomba de Il dottor Stranamore, ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba (1964). Per lui un film assomiglia - o dovrebbe assomigliare - più alla musica che alla letteratura. E nei suoi film utilizza la musica per scatenare contrasti, sobbalzi, beatitudini. Come la musica immortale di Johann Strauss per 2001: Odissea nello spazio, o una canzone rubata a Gene Kelly dal cattivo Alex di Arancia meccanica (1971). E la marcetta di Topolino intonata dai marines nell'inferno del Vietnam in Full Metal Jacket (1987).

Il suo Barry Lyndon (1975) è un capolavoro applaudito dal pubblico, e riceve, tra gli altri, anche un Oscar per quella magica fotografia che rischiara i contorni del XVIII secolo alla lucedi centinaia di candele e lumi ad olio. Nel corso della sua carriera dirige molti grandi attori, dedica tempi infiniti alla realizzazione di un film e conserva l'abitudine di ispirarsi ai romanzi, compresi quelli mozzafiato come Shining (1980) di Stephen King o come "Traumnovelle" di Arthur Schnitzler, utilizzato per il suo ultimo film Eyes Wide Shut (1999).

Scompare in Inghilterra il 7 marzo 1999.

 

La rassegna IL LABIRINTO DEL MONDO. Il cinema di Stanley Kubrick sarà inaugurata, mercoledì 3 giugno alle ore 16.00, dalla proiezione di Paura e desiderio, il primo lungometraggio del regista. Film pressoché invisibile anche a causa del maniacale regista newyorchese che non lo amava particolarmente, considerandolo un film pretenzioso e irrisolto, è stato rivalutato dalla critica e considerato necessario alla comprensione dell’evolversi della poetica del regista. Ingresso 6.00/4.00/3.00 euro.

 

Paura e desiderio (Fear and Desire)

(Usa 1953, 68’, Hd, b/n, v.o. sott.it.)

In una guerra tra stati senza nome e senza caratteristiche particolari, i soldati di un fronte atterrano per errore oltre le linee nemiche e dovranno adoperarsi per arrivare sani e salvi nel loro territorio. Invisibile per decenni, per volontà dello stesso autore, il primo lungometraggio di Stanley Kubrick ha trovato solo recentemente una vera e propria edizione.

 

CALENDARIO DELLE PROIEZIONI

 

Mer 3, h. 16.00/Mer 17, h. 15.30/Mer 24, h. 20.30

 

Paura e desiderio (Fear and Desire)

(Usa 1953, 68’, Hd, b/n, v.o. sott.it.)

In una guerra tra stati senza nome e senza caratteristiche particolari, i soldati di un fronte atterrano per errore oltre le linee nemiche e dovranno adoperarsi per arrivare sani e salvi nel loro territorio. Invisibile per decenni, per volontà dello stesso autore, il primo lungometraggio di Stanley Kubrick ha trovato solo recentemente una vera e propria edizione.

 

Mer 3, h. 17.10/Mer 17, h. 16.40/Mer 24, h. 21.40

 

Il bacio dell’assassino (Killer’s Kiss)

(Usa 1955, 67’, Hd, b/n, v.o. sott. it.)

Una trama semplice: un boxeur in declino, una notte accorre in aiuto di una sua vicina di casa insidiata dal proprietario del night club nel quale lavora. Fra i due nasce del tenero; ma il boxeur viene accusato di un delitto compiuto dal losco rivale, che rapisce la ragazza perché unica testimone del delitto.

 

Ven 5, h. 21.00/Mar 16, h. 18.45/Mar 23, h. 16.30

 

Rapina a mano armata (The Killing)

(Usa 1956, 86’, Hd, b/n, v.o. sott. it.)

Rapina a mano armata non era altro che una semplice storia poliziesca che io ho salvato, almeno credo, dalla banalità utilizzando un procedimento narrativo di tipo letterario per quanto riguarda la cronologia degli avvenimenti. L’aspetto temporale nella narrativa romanzesca è essenzialmente più vasto e offre molte più possibilità di quello cinematografico” (S. Kubrick).

 

Ven 5, h. 22.30/Mar 16, h. 20.15/Mar 23, h. 18.00

 

The Seafarers

(Usa 1953, 30’, Hd, b/n, v.o. sott. it.)

Un film dall'impostazione molto classica che denuncia, attraverso storie d'amore e d'amicizia, il monopolio dei sindacati portuali statunitensi, segnando la svolta nella carriera del regista che sfiora la candidatura all’Oscar per i cortometraggi.

 

Ven 5, h. 15.00/Mer 17, h. 18.00/Mar 23, h. 18.45

 

Orizzonti di gloria (Paths of Glory)

(Usa 1957, 91’, Hd, b/n, v.o.sott. it.)

Due generali francesi della prima guerra mondiale ordinano, per ambizione e stupidità, un inutile attacco suicida. Quando questo fallisce, i due accusano di codardia i soldati e stabiliscono che ne vengano fucilati tre a caso come esempio per la truppa. Nonostante gli sforzi d'un onesto colonnello, le sentenze vengono eseguite.

Al film è abbinato il cortometraggio Day of the Fight (Usa 1951, 16’, Hd, v.o. sott. it.)

 

Sab 6, h. 16.00/Dom 21, h. 15.30/Lun 29, h. 21.00

 

Lolita

(Gran Bretagna/Usa 1962, 152’, Hd, b/n, v.o. sott. it.)

“Nel film non potei dare il giusto peso all’aspetto erotico della relazione di Humbert con Lolita e poiché riuscii solo a fare cenno alla vera natura della sua attrazione, gli spettatori furono indotti a pensare troppo presto che Humbert ne era innamorato. Nel romanzo, invece, questa scoperta giunge solo alla fine” (S. Kubrick).

 

Dom 7, h. 16.00/Sab 27, h. 16.30/Mar 30, h. 16.00

 

Spartacus

(Usa 1960, 198’, Hd, col., v.o. sott. it.)

“Spartacus è l’unico film del quale io non abbia avuto  un controllo assoluto. Il film arrivò a distanza di due anni dall’ultimo lungometraggio che avevo diretto. Quando Kirk Douglas mi offrì la regia di Spartacus, pensai che avrei potuto farne qualcosa di buono se fosse stato possibile cambiare la sceneggiatura” (S. Kubrick).

 

Lun 8, h. 16.00/Dom 14, h. 16.00/Sab 20, h. 16.00

 

Barry Lyndon

(Gran Bretagna/Usa 1975, 184, DCP, col., v.o. sott. it.)

“Da anni avevo nella mia biblioteca le opere complete di Thackeray e avevo letto parecchi dei suoi romanzi prima di Barry Lyndon.  Ad un certo punto mi interessai a La fiera delle vanità come possibile soggetto per un film, ma  non si poteva comprimere efficacemente nella durata relativamente breve di un lungometraggio” (S. Kubrick).

 

Ven 12, h. 21.15/Lun 22, h. 21.00/Dom 28, h. 17.45

 

Shining (The Shining)

(Usa/Gran Bretagna 1980, 146’, Hd, col., v.o. sott. it.)

“Il manoscritto del romanzo mi sembrò una delle più ingegnose ed emozionanti storie del genere che avessi mai letto. Pareva che contenesse un equilibrio straordinario tra l’elemento psicologico e quello soprannaturale, costruito in modo da farci pensare che il soprannaturale sarebbe stato spiegato alla fine dall’elemento psicologico” (S. Kubrick).

 

Sab 13, h. 18.30/Dom 21, h. 18.15/Ven 26, h. 21.00

 

2001: Odissea nello spazio (2001: A Space Odissey)

(Gran Bretagna/Usa 1968, 141’, Hd, col., v.o. sott.it.)

“Io dico che si tratta di un documentario magico diviso in quattro parti. Ho anche cercato di fare in modo che niente d’importante fosse detto con i dialoghi mentre tutto ciò che era fondamentale per il film fosse espresso visivamente o in termini d’azione” (S. Kubrick).

 

Lun 15, h. 21.00/Lun 22, h. 15.45/Dom 28, h. 15.30

 

Full Metal Jacket

(Usa/Gran Bretagna 1987, 116’, Hd, col., v.o. sott.it.)

“Di certo non credo che il film sia antiamericano. Penso che cerchi di dare un senso della guerra e delle persone e degli effetti che la guerra provoca su queste persone. Penso che con qualsiasi opera d’arte, se posso chiamarla così, che stia attorno alla verità e sia efficace, sia molto difficile scrivere una bella microspiegazione di quale sia l’argomento” (S. Kubrick).

 

Mar 16, h. 15.45/Lun 22, h. 18.00/Lun 29, h. 18.00

 

Eyes Wide Shut

(Usa/Gran Bretagna 1999, 159’, Hd, col., v.o. sott. it.)

Bill, un medico senza alcuna qualità, entra in crisi quando la moglie Alice gli racconta i suoi sogni di tradimento e quando una sua paziente gli confessa il suo amore davanti al cadavere del padre. Bill si farà tentare da una prostituta, parteciperà ad una festa orgiastica. Ispirato al racconto di Arthur Schnitzler Doppio sogno.

 

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