Cosa si può dire di Isaac Asimov che non sia stato detto o scritto? Lo stesso autore è stato prodigo di note personali, corpose autobiografie, saggistica autoreferenziale.
Con il saggio Asimov e la scienza: Psicostoria, robot e tracce di futuri possibili, edito da Neverend Edizioni, ragiono sul rapporto tra Asimov e la scienza del suo tempo, confrontando le sue speculazioni letterarie con lo stato attuale di quelle discipline da lui usate a fini narrativi.
Alla fine lo scopo è stato quello di realizzare un saggio di divulgazione scientifica, anche se non trascuro analisi sulla struttura narrativa e la stessa definizione di fantascienza secondo Asimov.
Curioso che, mentre qualcuno su pagine prestigiose si proclamava "Contro la Fantascienza", sulla base dell'idea che questo genere letterario dovesse servire a predirre il futuro, io mi dedicavo a un saggio che alla fine, confronta la scienza presente con quanto immaginva a suo tempo Asimov.
Vi lascio alla sinossi del saggio.
Sinossi
Dentro l’universo di Asimov, dove scienza e immaginazione mettono alla prova il futuro.
Dalle Tre Leggi della Robotica alla psicostoria della Fondazione, un viaggio nelle idee di uno dei grandi maestri della fantascienza.
Per Isaac Asimov la fantascienza è un laboratorio della ragione. Uno spazio immaginario in cui mettere alla prova ciò che la realtà non consente ancora di sperimentare. E interrogarsi sulle possibilità — e sui limiti — della conoscenza scientifica. Dai robot governati dalle celebri Tre Leggi alla psicostoria della Fondazione, dai viaggi nello spazio alle vertigini del tempo e dell'energia, Emanuele Manco attraversa l'opera narrativa e saggistica di Asimov seguendo il filo che lega scienza e immaginazione. Possiamo prevedere il futuro? È possibile affidare a un calcolo razionale le scelte morali? Fino a che punto possiamo dominare la natura, la storia e le conseguenze della tecnologia? Ne emerge il ritratto di uno scrittore per il quale la scienza è un metodo per leggere il mondo, un esercizio di responsabilità e uno strumento di emancipazione. La fantascienza diventa così il luogo in cui spingere il pensiero fino ai suoi margini estremi. E, attraverso il futuro, porre le domande giuste sul presente.






