Scritti, impressioni, opinioni.

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Scienza e Fantascienza al Circolo Filologico Milanese

Il tema mi è caro. Sin dal mio primo articolo sulla rivista Robot, parecchi anni fa, e poi con gli articoli che ho ripubblicato in Matematica Nerd.

Domani, 6 giugno 2026 alle 15, Giorgio Chinnici, fisico e divulgatore, e il sottoscritto terremo al Circolo Filologico Milanese, via Clerici 10, Milano, una conferenza dal titolo "SCIENZA E FANTASCIENZA" - Geniali idee e grandi visioni. L'ingresso è libero.

Mi aspetto di uscire dalla zona di conforto delle convention tra fan, che mi piacciono ma trovo anche limitanti. Chissà se i miei amici appassionati la penseranno allo stesso modo.
In ogni caso, io ci sarò.

 

Candidature finaliste ai Premi Italia 2023

Come ogni anno si ripete il rituale delle candidature ai Premi Italia. Cosa siano se mi leggete da un po' lo sapete, altrimenti potete informarvi sul sito ufficiale.

Quest'anno sono candidato finalista per due cose molto diverse: un articolo e un racconto.

L'articolo è Fantascienza russa, scritto per la rivista Fantasy Voice.

Il Premio Italia

Il Premio Italia

Il racconto è Terraforming, pubblicato nell'antologia Trinacria Station, della quale sono co-curatore, insieme al compianto Filippo Pizzo, e della quale ho scritto qui qualche tempo fa. L'antologia è anche finalista nella categoria apposita.

Un altro mio lavoro finalista è la collana Odissea Fantasy, la cui curatela ho iniziato da solo anni fa, per poi essere aiutato nella selezione da Martina Frammartino. Di questa collana sono finalisti ben tre titoli, nella categoria del romanzo fantasy:

Claudio Chillemi, L'isola di cristallo;
M. Caterina Mortillaro, Il sangue e la folgore;
Maurizio Cometto, Il grande sogno.

L'elenco completo dei finalisti lo trovate sul sito del Premio Italia, dove troverete le istruzioni per votare, se siete tra gli aventi diritto. La prossima fase inizia il prossimo 1 agosto.

I premi saranno assegnati durante l'edizione 2023 di Stranimondi, che il 14 e 15 ottobre a Milano ospiterà anche l'Italcon.

Non sparate sull'autore

Giusto questa settimana George R.R. Martin, l'autore delle celebri Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, ha pubblicato un bel post su sul suo grrm.livejournal.com, intitolato Not A Blog Policy, ricordando che sul suo blog non saranno tollerati commenti non pertinenti.

Il punto è che ormai da qualche anno, qualsiasi cosa si pubblichi su Martin, arrivano i fan arrabbiati che puntano il dito per i romanzi mancanti della saga

Credo che ci siano tanti libri in libreria da leggere nell'attesa, per cui la questione mi sembra di poco conto.

Ritengo che scrivere narrativa non sia assimilabile alla produzione industriale, ma a un artigianato che può avere tempi di realizzazione diversi da persona a persona e da momento a momento. Se siete lettori attenti e competenti credo che lo possiate comprendere.

Altri scrittori hanno prodotto più pagine nello stesso tempo? Leggeteveli e basta.

Questo non per difendere Martin, che si difende abbastanza bene da solo, ma il concetto stesso di produzione letteraria. Essere a disposizione dei lettori non significa esserne schiavi. È interesse dello scrittore dare al lettore la storia che ritiene all'altezza, anche nel rispetto del lettore. Scrittori che pubblicano tanto per pubblicare forse in giro ce ne sono tanti.

E se uno scrittore non scrive quando dorme, quando si prende delle giuste pause dal suo lavoro, perché uno scrittore lavora anche quando non è riuscito a produrre una sola pagina leggibile dopo mille tentativi, fatevene una ragione. Come voi avete diritto a uno svago, a una partita di calcio o a un film, lo ha anche lo scrittore. Non rompetegli le scatole.

 

Schegge di me

Vediamo di capirci un attimo qualcosa.

Curatore di Fantasy Magazine, collaboratore estemporaneo di Fantascienza.com, Delos SF, Carmilla, Next-Station. Ghost writer di testi sul web dei quali non ho neanche idea di dove siano finiti.

Poi ci sono i social network: facebook, linkedin, google plus, twitter, anobii.

E le vecchie mailing list? A qualcuna sono iscritto ancora. Non seguo più, e da anni, i newsgroup.

Come dite? E' schizofrenia digitale? Sì può essere. Non so. Difficile pensare a un ritorno indietro, a una minore esposizione. In ogni caso anche una ritirata lascerebbe indietro tutte le tracce.

 

Cazzi nostri

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