Vi racconto una storia curiosa.
Ricorderete tutti, magari i più giovani non cerano, il DC-9 dellItavia Bologna-MIlano, esploso nei cieli di Ustica (che poi era più vicino a Ponza che a Ustica, ma questa è unaltra storia), il 27 giugno 1980.
Io ricordo benissimo, mi trovavo a Palermo in vacanza dai miei nonni e, abitando nelle Marche allepoca, avevo preso proprio quellaereo circa un mese prima.
Ma in realtà allepoca non mi colpì tanto questo, quanto il leggere, nella lista dei passeggeri del volo visualizzata dal TG, il nome di Nicolò Licata e consorte, titolare di un negozio di giocattoli della stessa zona del negozio di mio nonno.
In realtà Licata aveva perso quellaereo, e si affrettò a comunicare a parenti e amici laccaduto, ossia che avevano preso allultimo momento la decisione di rinviare la partenza, per rimanere accanto alla propria figlia, se non ricordo male.
Ma la catena di eventi scatenata dalla rinuncia a quellaereo non finisce qui.
Infatti qualche anno dopo, nel 1999 il negozio di Licata viene danneggiato da un furioso incendio. Dapprima si pensa al solito racket del pizzo. Qualche settimana dopo, un nuovo incendio devasta ciò che resta del magazzino, causando la morte del vigile del fuoco Nicolino Billitteri, intaccando le case vicine, e danneggiando lintegrità strutturale del palazzo. Era il 27 agosto 1999.
Linchiesta accerta le responsabilità di Nicolò Licata e di un suo dipendente. Licata infatti aveva deciso di dare alle fiamme il suo negozio perchè in litigio con il fratello, suo socio in affari, sulla spartizione dellazienda, visto che il fratello voleva rescindere la società, e per incassare i soldi dellassicurazione.
Quindi dalla rinuncia a un volo, da una apparente scampata tragedia, ne è stata generata una nuova, ossia la morte di una onesta persona che faceva il suo lavoro, padre di famiglia. Le famiglie abitanti il palazzo rientrarono nel palazzo dopo parecchi mesi, alcuni furono alloggiati dal comune temporaneamente, altri andarono da amici e parenti. Ed è una tragedia anche quella, perdere la certezza della propria casa, magari frutto di sudati risparmi. Figuratevi che per qualche tempo si paventò il pericolo che lintegrità strutturale del palazzo fosse stata danneggiata in modo irreversibile, qualcuno parlò di abbattimento, poi per fortuna evitato. Persino la geografia dei negozi di quel palazzo cambiò drasticamente, perchè i negozi furono costretti a cambiare zona per rimanere in affari.
Non so ancora bene che morale o quale sia la conclusione da trarre.
Quando lho analizzata con gli strumenti del matematico mi sono reso  conto come le dinamiche umane dipendano da tante di quelle variabili, che talvolta, il compito dello scrittore mi sembra immane. Raccontare una storia verosimile è un compito arduo, quando poi la realtà ti mette davanti storie che sembrano paradossali.
E un curioso sguardo dietro le quinte della realtà che non sempre capita di poter dare. Mi dispiace solo che sia stato in seguito a tragedie apparentemente lontane, ma invece tra loro concatenate. Di seguito vi allego un pdf che racconta la seconda della vicenda. A conferma della prima ho solo mia memoria, ma credo possiate fidarvi.
28.08.2007

» Emanuele Manco">Tweet