Emanuele Manco

Scritti, impressioni, opinioni.

Masters of Science Fiction

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Le serie antologiche non sembrano godere di fortuna, almeno di questi tempi. Eppure la storia della  televisione ha precedenti gloriosi in tal senso. La mitica "Ai confini della realtà (The Twilight Zone)" creata da Rod Serling e che vide tra gli sceneggiatori Richard Matheson e Ray Bradbury. Andata in onda dal 1959 al 1964. Di questa ci fu anche una seconda serie,trasmessa dal 1985 al 1989, e una terza andata in onda tra il 2002 e il 2003.  Ma anche "Oltre i limiti (The Outer Limits)", trasmessa dal 1963 al 1965, e poi dal 1995 al 2002. Queste due serie avevano la particolarità di non avere un cast fisso. Ma di presentare di volta in volta ambientazioni, personaggi e situazioni diverse. Spaziando dal mistero al fantascientico, e talvolta, allorrore. Ai confini della realtà è una serie che si caratterizzava da un alto tasso di qualità media. Dovuto agli ottimi sceneggiatori che ci hanno lavorato, nonchè allinventiva del suo deus ex machina, Rod Serling.

Ma in questi tempi di telefilm spettacolari, sembra che non ci sia spazio per una serie a struttura antologica. Per ragioni di costi magari. Creare scenografie e  costumi e utilizzarli per anni è sicuramente meno costoso di creane di diverse per ogni episodio. Per non parlare del fatto che una serie può basarsi su un numero relativamente ristretto di idee e sfruttarle per decine di episodi. Si pensi a Lost o X-Files. Più complicato, da un punto di vista creativo è avere tante buone idee. Ma la struttura del racconto, almeno dal punto di vista letterario, non è caduta in disuso. Anzi. Accanto a romanzi più o meno lunghi, il racconto ha ancora una sua dignità, e si scrivono racconti di fantascienza di buona qualità. E una struttura narrativa che è sempre stata congeniale alla fantascienza. Praticamente non esiste scrittore di fantascienza che non si sia cimentato con il racconto. Nel 2006 quindi la ABC mette in cantiere lidea di una miniserie tratta da racconti di fantascienza di elevata qualità. Inizialmente erano previsti sei episodi. Il produttore Sam Egan realizza la miniserie, avvalendosi della partecipazione di Stephen Hawking  ruolo di presentatore degli episodi. Putroppo poi la miniserie rimane in attesa di essere trasmessa per oltre un anno. Questa estare quindi, in seconda serata, ad agosto, il network trasmette quattro degli originali sei episodi. Ossia:


"A Clean Escape", da un racconto di John Kessel, vincitore del premio Nebula, e diretto da Mark Ridell. Interpretato dal premio Oscar Judy Davis e da Sam Waterstone, rispettivamente nel ruolo di una psichiatra e di un suo paziente. Il paziente è affetto da una strana sindrome che lo porta ad avere una amnesia selettiva, per cui si ricorda solo gli ultimi 40 minuti della sua vita. In uno scenario angosciante, che scopriamo subito apocalittico, la psichiatria ingaggerà un feroce duello psicologico con il suo paziente. Buone premesse, interessante escalation verso la "sorpresa" finale.

"Jerry Was a Man", da un racconto di Robert Heinlein, diretto e sceneggiato da Micheal Tolkin,interpretato da Ann Eche e Malcom McDowell. Una annoiata miliardaria si prende a cuore del destino di un androide del modello "Joe", denominato "Jerry", fino ad ingaggiare una battaglia legale per dimostrare la sua appartenenza al genere "umano". Molto interessante, ironico e spiazzante il finale.

"The awakening", tratto dal racconto "The General Zapped an Angel", di Howard Fast, diretto dal trekkiano Jonathan Frakes. Interpretato da Terry OQuinn (Locke di Lost)  ed Elisabeth Rohm.  Nel deserto delliraq viene trovato il corpo, in apparente animazione sospesa, di un alieno. Racconto dai toni  spielberghiani della prima ora, quando gli E.T. erano buoni e densi di melassa

"The Discarded", tratto da un racconto Harlan Ellison che è anche sceneggiatore dellepisodio, diretto da Michael Petroni e interpretato da Brian Dennehy, John Hurt e James Denton. In un lontano futuro gli esseri umani affetti da un morbo deturpante verranno confinati nello spazio. Ma un giorno una nave dalla terra porta un messaggio. Una richiesta di aiuto che è anche un patto per una nuova vita.  Vale di più per i rapporti tra gli ottimi personaggi e latmosfera generale che per il prevedibile finale.

Come vi avevo detto erano previsti altri due episodi. A quanto ne so, sono stati girati ma mai trasmessi.
Questi erano:
"Little Brother". Scritto e sceneggiato da Walter Mosley, diretto da Darnell Martin, interpretato da  Clifton Collins jr e Kimberly Elise.  Racconta di un futuro nel quale la giustizia è amministrata dalle macchine.

"Watchbird". Tratto da un racconto di Robert Schekley per la regia di Harold Becker, ha per protagonisti James Cromwell e Sean Astin.  In questo racconto viene mostrato un mondo del futuro dove esistono degli androidi capaci di prevedere gli omicidi prima che avvengano.

Complessivamente una miniserie di ottimi mezzi. Di alto livello il cast. Qualcosa di diverso dalla solita Sci-Fi (pur apprezzabile) basata solo su scontri stellari e super umani. Peccato che non sembra esserci spazio, negli USA, come nel resto del mondo, per la fantascienza di alto livello.  Daltra parte il relativo insuccesso di ascolti è anche dovuto ad una programmazione assurda. Non so se arriverà mai in italia. La trovate per "mulattiere" e "torrenti". Io la consiglio spassionatamente. E bello nutrirsi di effetti speciali, ho scritto proprio su questo blog di serie ad alto tasso di spettacolarità. Ma la forza di questa serie è poi quella di tutte le serie antologiche. La forza di buone idee ben raccontate. Non tutti gli episodi mi sono piaciuti, questo è vero. Ma in una serie antologica, come in una "normale", ci può stare.

Post pubblicato anche su Pordemovie & Friends

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1 Comment

  1. grazie per la segnalazione! Murielito me li sta compricando!!! 😀

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