Scritti, impressioni, opinioni.

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Quello che vorrei veramente capire è se postando su iobloggo, il post si vede anche su splinder.

Elegia
Questi giorni sono stati giorni di dolore. Mio nonno è morto. E morto serenamente, stroncato da una malattia devastante quanto improvvisa.
Mio nonno aveva dribblato la morte per tutta la vita, ridendole in faccia. Ricordo ancora quando venti anni fa gli avevano diagnosticato un mare incurabile e due settimane di vita. Nonno Giovanni sconfisse quel male e rubò venti anni di vita alla morte. E poi coma diabetici, infarti. Ma lui non si è mai arreso. E in fondo non si è arreso neanche questa volta. E morto aggredito dal mesotelioma.  Era giunto il suo momento, questa è la banale e ineluttabile verità. Ma io so che lui vive in me. Cè parte di lui in me come in tutti i suoi figli e i suoi nipoti.
Mio nonno ha sopperito alla mancanza del mio vero padre. Per questo il dolore della sua perdita è grande. Mi sento come se avessi perso mio padre.
Nonno Giovanni non ha fatto apparentemente grandi cose, ma solo cose normali. Ha lavorato duramente, ha costruito una azienda e cresciuto, assieme a mia nonna, una affiatata famiglia. E stato sia padre presente che instancabile lavoratore.
Ma è stato anche capace di godersi la vita senza dissipare. Ha vissuto, ha viaggiato, ha goduto intensamente dei piaceri della vita.
Alla fine, queste cose normali, in un mondo dove nessuno ha più tempo per niente, dove molti vivono al di sopra delle proprie possibilità, diventano cose eccezionali.
Ringrazio il cielo di essere riuscito a dirti quanto sei stato importante per me quando eri in vita.
Mi mancherai nonno.

Corrao Giovanni
26-3-1926
4-10-2006

La tecnologia amica

Ho di recente acquistato un navigatore gps. Non essendo molto pratico delle strade del nord mi era sembrata una buona soluzione per aiutarmi a trovare la retta via. Così con piena fiducia nella tecnologia l’ho usato nella mia recente gita a Pavia. Il mio primo test è stato farmi aiutare a raggiungere Corsico dove dovevo raccogliere la mia amica Selene. In realtà era poco più di un test. Infatti sapevo benissimo come raggiungere Corsico da casa mia. Ma era un test per verificare l’affidabilità del navigatore. Il navigatore ha risposto molto bene, suggerendomi una strada combaciante con quella da me percorsa. Arrivato al corretto indirizzo quindi raccolgo Selene e mi avvio per la stazione di Romolo dove dovevo raccogliere Kremo, il mio secondo passeggero. Appena svolto a U per tornare indietro la signorina del gps si incazza. “Tornare indietro”  è il suo grido disperato. Poiché avevo raccolto Selene giusto qualche metro prima di arrivare alla destinazione “esatta” per il navigatore non ero ancora arrivato.  Chiudo l’applicazione sul mio telefono. Così almeno credo! In realtà dopo qualche metro la signorina incalza “Tornare indietro appena possibile”. Trovata la maledetta opzione per chiudere VERAMENTE l’applicazione ci avviamo verso la stazione di Romolo. Lì recuperiamo alla bene e meglio Kremo e imposto la nuova rotta verso quel di Pavia.

Tutto va bene finché restiamo in autostrada. Fino alla autostrada ci arrivavo anche io. All’uscita per Pavia il navigatore viene evidentemente disorientato dalla presenza di nuove rotonde. Le rotonde in questo periodo spuntano come funghi ovunque. L’impellente necessità di non farci viaggiare in linea retta è diventato un imperativo categorico per le amministrazioni preposte. Seguo coscienziosamente le istruzioni del navigatore. “Girare a destra”, “Girare a sinistra”.. Opps… forse non intendeva “quella svolta a sinistra” ma unaltra… Insomma ci ritroviamo a tornare verso Milano. Ma l’indefesso navigatore non si perde d’animo. Il ricalcolo di una nuova rotta è istantaneo. Grandioso! “Tra 800 metri girare a destra.” Grandioso! “Girare a destra!.

Ehm..

Un sentiero di campagna si palesa davanti a noi. Ma il gps non ha incertezze. Il display mostra chiaramente che quella è la strada da seguire. Un sentiero tra due campi di mais. Che voglia farci indagare sul mistero dei cerchi? La mia piccola utilitaria è una modesta cittadina. Non un fuoristrada. Il sentiero poi periglioso e sconnesso, pieno di pozzanghere fangose. Decine di sobbalzi dopo usciamo dal sentiero. Miracolo! Siamo veramente di nuovo sulla via giusta! Un plauso ai programmatori delle mappe! Lo strato di fango sul veicolo lo decreta come reduce da un piccolo rally ma l’importante è essere per strada! Ovviamente non tutto va liscio fino all’arrivo. Le rotonde in costruzione mettono in crisi più volte il navigatore. Il display ci mostra come in mezzo al nulla. La voce della signorina ci implora più volte di “tornare indietro”. Ovviamente è il gps che ha le traveggole in quanto la strada è quella, le indicazioni stradali sono precise. Finalmente raggiungiamo il ristorante. Il cartello “Amici del Po” si staglia improvviso davanti a noi. Trionfanti scendiamo dall’auto. Non siamo gli ultimi ma quasi. Solo i Vanamondi arriveranno mezz’ora dopo. Ma avevano ben altra giustificazione che un gps schizoide!

Il pranzo è una bella storia. I partecipanti prestigiosi, editori, curatori, scrittori, appassionati. Non vorrei fare torto dimenticando di citare qualcuno. Cito solo gli splendidi coniugi Aldani, freschi e pimpanti come sposini novelli. Due care persone.

Salumi, due primi, arrosti misti, Bonarda e Riesling ad annaffiare il tutto. Un menù semplice, magari un po’ caro nel rapporto prezzo qualità. Ma godibile. Ottimi i ravioli con ripieno di carne d’asino. Chiacchiere piacevoli davanti ad abbondanti grappini, giri di foto e di autografi vari e verso le 17 la compagnia si scioglie festante.

Per il ritorno a Milano decido di accantonare il gps. Non ne abbiamo bisogno.

Il nostro piccolo gruppetto decide poi di andare a vedere il concerto di musica Jazz fantascientifica che si tiene a Corsico in serata. Trascorriamo il tardo pomeriggio tra i navigli attendendo l’orario. Satolli come non mai assaggiamo qualche piattino ad un happy hour. Anzi come dice Kremo un unhappy hour. Dico unhappy perché obiettivamente è stata una esperienza veramente surreale.

"Qui non potete sedere perchè prima delle 8 non si possono occupare quei tavoli"

"No quel tavolo non va bene, è da quattro voi siete in tre"

"Si ma il quarto arriva dopo"

"Ok allora va bene"

Il tavolo aveva quattro lati, non è che esistano tavoli da pub triangolari! O se esistono in quel pub non ce ne erano.  Ipotizziamo quindi l’esistenza di tavoli "mono".. ma non ne siamo certi. Forse anche  a due lati, rigorosamente per due persone.

A rincarare la dose di negatività aggiungo che lacqua  costa quanto un happy hour completo. Il secondo giro lo paghi caro tanto quanto il primo. Un bicchiere di acqua di rubinetto che chiedo  disperato lo devo bere dietro il bancone perchè se no il proprietario si incazza, per gentile concessione del tizio al bancone.

Lì veniamo raggiunti dall’Arosio. All’orario quindi ci avviamo verso il concerto. Confidando sulle indicazioni dell’indigena Selene non uso il gps per trovare la stazione di Corsico. Ahimé Selene non era concentrata e purtroppo arriviamo esattamente al di là dei binari. A questo punto mi affido al navigatore nella speranza che ci porti sulla retta via. Mal me ne incoglie. Essendo troppo vicini alla destinazione il gps entra in un loop disperato e comincia a dare informazioni contraddittorie. “Destra, sinistra, inversione a U!”  Dobbiamo allontanarci di un poco affinché il gps possa fare dei calcoli coerenti. Alla fine quindi arriviamo alla meta. Il concerto è tecnicamente perfetto. I suonatori bravi. L’ambiente molto stimolante. Buona la gelatina di menta che ci offrono.

Vinti dalla stanchezza  però dopo il primo tempo del concerto fuggiamo via.

Fine di una giornata intensa e piacevole, non c’è che dire.

 

Foto della giornata Aldaniana qui

 

Superman Returns

ATTENZIONE. In questo post vi rivelerò parti della trama del film!!!

Il film riprende il Superman pre-Byrne, proponendosi come una continuazione dei film con Christopher Reeve. In quella continuity Jonathan Kent è morto, mentre in quella byrniana entrambi in coniugi Kent sono vivi.
In tutta sincerità il film mi è piaciuto, anche se penso che come stile sia un film degli anni 70 e non sia allaltezza  degli ottimi X-men I e II dello stesso Synger.
Il tributo ai seventies è evidente sin dallinizio. I titoli di testa riprendono la musica e la grafica di quei film. La trama è tutto sommato molto lineare. Nulla a che vedere con i film più recenti. Il solito piano di Lex Luthor per dominare il mondo, con i soliti monologhi autoreferenziali...:-)
E pessima la colonna sonora dello sciapito Ottman, un musicista che non lascia alcuna impronta di personalità in tutto quello che fa. I momenti migliori dello score sono quando riprende le musiche di John Williams.
Spacey si diverte un mondo. E come un bambino nel paese dei balocchi.
In parte il protagonista, anche se i muscoli glieli hanno messi con la gommapiuma e si vede. Bambolosa e senza personalità Lois Lane. Poco più di una macchietta Perry White con il pur bravo Frank Langella, e Jimmy Olsen.
Una menzione speciale per il bravo Mardsen che a mio giudizio meritava più spazio e migliore fortuna.
Migliore scena del film: quando il figlio di Lois Lane, guarda prima la foto di Superman e poi Clark Kent e quasi sviene quando capisce che sono la stessa persona. Ovviamente poichè gli viene un attaco di asma non riesce a dirlo a nessuno. Questa è lunica concessione agli anni 2000 dove ormai anche un bimbo di 5 anni riconoscerebbe Superman al primo sguardo! Attendiamo il seguito per conoscere il destino del figlio di Superman!

Vediamo un po'

Primo post su iobloggo. Me lo hanno segnalato in molti. A guardare le opzioni sembra che sia più versatile, a parità di costi, di splinder. Certe funzionalità non sono attive nella versione gratuita di splinder. Per esempio qui posso cambiare data e ora del posti. Altre funzionalità vedrò di scoprirle in seguito.

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