Emanuele Manco

Scritti, impressioni, opinioni.

Premio Nobel a Le Clézio

Ogni tanto capita anche a noi comuni mortali, di leggere un autore che poi vinca il Nobel. Di Le Clézio, scrissi qualche tempo fa su di un blog collettivo  che oggi è un po trascurato, ossia Il Leggio.
Spero prima o poi di riprendere quel progetto.
Lidea non era male. Il tempo come sempre è poco.

Film: The Clone Wars

Star Wars: The Clone Wars

Un film di Dave Filoni. Genere Animazione, colore 98 minuti. - Produzione USA, Singapore 2008. - Distribuzione Warner Bros Italia


clone_warsLe Guerre dei Cloni sconvolgono la galassia e gli eroici Cavalieri Jedi si battono per mantenere lordine e riportare la pace. Ad Anakin Skywalker e alla sua allieva Padawan, Ahsoka Tano, viene affidata una missione dallesito cruciale, una missione che li pone di fronte al re del crimine Jabba the Hutt. Ma il Conte Dooku e i suoi agenti malvagi, compresa la spietata Asajj Ventress, non si fermeranno davanti a niente pur di impedire ad Anakin e ad Ahsoka di compiere la loro missione. Intanto sulla linea del fronte delle Guerre dei Cloni, Obi-Wan Kenobi e il Maestro Yoda guidano limponente esercito dei cloni nel valoroso tentativo di resistere alle forze del lato oscuro.

Solita enfasi. Solita magniloquenza. Dopo i tre prequel, e lottima serie di cartoni di Genndy Tartakovsky, ecco arrivare una nuova serie per raccontarci la Guerra dei Cloni. La "leggenda", ad uso e consumo degli addetti al marketing della Lucas, vuole che lo stesso George Lucas sia stato così entusiasta della nuova serie in grafica 3D, originariamente pensata per la televisione, da volere questo film per le sale, che della serie rappresenta lantefatto.

Abbiamo smesso di credere alle favole da molto tempo. Lucas è un mago del marketing, e la cosa sta cominciando a venirci anche a noia. Nessuna ipocrisia, ma se cè una operazione che di artistico non ha neanche il pretesto è proprio questa. Nessuno pensa che si debba lavorare per la gloria, ma almeno lo sforzo di conciliare arte e mercato ogni tanto varrebbe la pena farlo.

Il prodotto in questione cerca di raccogliere nuove fette di mercato. Il giocattolone di Lucas non ha molto appeal nei confronti degli adolescenti attuali, non nella misura che ne aveva negli anni 70 e 80. Lintroduzione del personaggio di Ahsoka Tano dovrebbe colmare questo vuoto, introducendo un personaggio adolescente nel pantheon dei personaggi della saga. Un personaggio nato morto. Geniale!

Lintera saga nasce morta, senza emozioni. Che senso ha seguire una storia della quale conosciamo lepilogo tragico? Riusciamo veramente a trepidare per il destino dei nostri "eroi"? Non credo di farvi chissà quale tragico annuncio, lo abbiamo visto nel terzo prequel, Revenge of The Sith, come finisce la Guerra dei Cloni.

E se proprio era necessario colmare il vuoto tra EPII ed EPIII, non cera già la bella serie sopra citata? Quella serie era un piccolo gioiellino minimalista. Piccole cronache di guerra, disegnate con uno stile personale.

Questo film è linizio di una serie logorroica e magniloquente, che sembrerebbe raccontare in modo diverso quanto già raccontato. In realtà, molto furbamente, la serie si pone negli interstizi narrativi dellaltra. Ma questi interstizi si fanno sempre più piccoli, e il rischio di contraddizioni con il resto è in agguato. Esempio ne è un Obi Wan Kenobi che "non ha mai posseduto droidi", e che gira per tutto il film (ma lo faceva anche negli altri prequel), con il fido R4.

Ma non solo solo ombre narrative in questo film. La grafica in realtà è semplicemente eccezionale. Specialmente nelle sequenze di battaglie stellari. Certe sequenze sembrano tratte da un live action, non da un film di animazione. Discutibile e impersonale però è la caratterizzazione dei personaggi, animati con una piattezza espressiva superata persino dalle marionette dei Thunderbirds. Legnosi e pupazzosi sono quindi i movimenti dei personaggi e nulla la loro dinamica facciale.

I dialoghi raggiungono il minimo storico per la loro banalità. Triste poi il fatto che del cast originale le uniche voci siano quelle di Samuel Jackson (Mace Windu), Antony Daniels (C3po)  e Christopher Lee (Conte Dooku), che testimonia il senso di una operazione al risparmio, ingiustificata se il target deve essere la sala cinematografica, ma assolutamente televisiva. Ammirevole la scelta del doppiaggio italiano, nel quale le voci di Anakin Skywalker, Obi Wan Kenobi, Padme Amidala, C3PO e Yoda sono le stesse dei film.

Le musiche  di Kevin Kiner hanno il loro migliore momento solo nelle citazioni dei temi di John Williams, per il resto sono impersonali.

Attendiamo la serie televisiva, ma senza trattenere il fiato nellattesa.

Film: Kung Fu Panda

Kung Fu Panda

Un film di Mark Osborne, John Stevenson. Genere Animazione, colore 95 minuti. - Produzione USA 2008. - Distribuzione Universal Pictures


Cè un tema ricorrente nei film di animazione. Che poi è un tema classico della favola.

Ossia quello dellambizione di chi, apparentemente destinato a un vita "normale", è invece destinato alla grandezza, al riscatto dalla sua condizione di normalità.

kung_fu_pandaNei cartoni, sia Disney/Pixar, che adesso anche in quelli Dreamworks, è sempre presente, coniugato in maniera più o meno riuscita.

Questa è la volta di un panda, animale che non è il simbolo dellagilità, che sogna di diventare un guerriero esperto di Kung Fu. Io non sono esperto di tecniche Kung Fu e mi sono andato a documentare. Tra animali e tecniche di lotta cè una precisa analogia, in questo sembra che gli autori siano stati molto ben documentati. La trovata, portatrice sia di umorismo che di conflittualità, è lintroduzione in questa mitologia di un panda.

Metteteci la recente riscoperta dei film di arti marziali cinesi degli anni 70. Aggiungete al tutto un motivetto orecchiabile, sempre dellepoca, ossia Kung Fu Fighting, ed ecco che avete un potenziale blockbuster.

La missione è compiuta, con fredda professionalità. In realtà il personaggio è simpatico, ma non buca lo schermo. Alcune battute sono carine, fanno sorridere, ma nulla di più. Nulla che emozioni veramente. Il film va prevedibilmente verso tutte le direzioni annunciate. Non riusciamo a dubitare neanche per un istante che il panda Po possa fallire nel diventare il temibile guerriero dragone. Anche la rivelazione finale, ossia quale sia la vera fonte del potere assoluto, celata nella pergamena, è praticamente telefonata. Il maestro Shifu è un condensato di Yoda e Maestro Myiagi. Il "metti la cera e togli la cera" è sostituito dallo sfruttare la golosità di Po al fine di allenarlo al Kung Fu. Gli altri personaggi sono un mero contorno, e non si sviluppano mai. Lantagonista non fa paura praticamente a nessuno e fa anche un po pena, perchè lo immaginiamo sin dalla prima scena umiliato dal panda e la cosa non è bella.

Insomma un onesto spettacolo per famiglie, non siamo ai penosi livelli di Madagascar, un film che gli stessi bambini trovavano noioso. Fatto molto bene. Ma i tempi in cui ci stupivamo per la prodigiosa tecnica di animazione 3D sono passati. Il mezzo è maturo, e la perizia tecnica va assecondata con buone storie.  Il Ratatouille di Brad Bird insegna.

Un "premio" speciale al casting italiano. Lidea di fare doppiare qualsiasi cosa a Fabio Volo grida vendetta. Lasciatelo in TV, che si diverte assai, e fate lavorare i professionisti del ramo, per favore.

Film: Pranzo di Ferragosto

Pranzo di Ferragosto

Un film di Gianni Di Gregorio. Con Gianni Di Gregorio, Valeria de Franciscis, Alfonso Santagata, Marina Cacciotti, Maria Cali, Grazia Cesarini Sforza, Luigi Marchetti, Marcello Ottolenghi, Petre Rosu. Genere Commedia, colore 75 minuti. - Produzione Italia 2008. - Distribuzione Fandango

Gianni non si sa bene cosa faccia. Probabilmente nulla, forse una volta ha lavorato, forse è un disoccupato cronico, non si sa bene.
Ma sicuramente è molto impegnato ad occuparsi della madre, nobile decaduta, resa ancora più capricciosa dallavanzare delletà.
Fatto sta che Gianni è pieno di debiti, deve soldi ai vari commercianti, che gli pranzofanno perennemente credito, ed anche al condominio, che addirittura gli impedisce di usare lascensore, tanto è moroso, negandogli la chiave necessaria al suo utilizzo.
E quasi ferragosto, fa caldo, quando Gianni riceve la visita dellamministratore di condominio. Questi gli ricorda il suo indebitamento, ammontante a parecchie migliaia di euro, e gli fa una proposta: salderà lui la sua situazione debitoria, a patto che Gianni ospiti lanziana madre dellamministratore il giorno di ferragosto. O bere o affogare, Gianni accetta il patto. Un solo giorno, e che sarà mai? Purtroppo le cose non si rivelano così semplici. Lamministratore si presenta anche con la sua vecchia zia, per cui il numero di vecchiette alle quali badare aumenta. Ma le sorprese non sono finite. Il suo medico di fiducia lo visita gratis e, in una improvvisata economia di scambio, gli chiede di ospitare la madre, poichè egli è stato improvvisamente chiamato per un turno di notte, e la badante si trova in ferie. Quindi Gianni si ritrova in casa quattro donne anziane, in tre camere, bagno e cucina.
Lapproccio alla vicenda, e a ciò che ne consegue è lieve. Non superficiale, ma sicuramente non siamo nel territorio del dramma, ma della garbata commedia. La trama è quindi fatta di piccole quotidianità, le ripicche tra le donne, i capricci di chi mangia un cibo che non potrebbe mangiare, le fughe romantiche di chi si sente ancora letà per fare questo e altro. Una storia che il regista, già sceneggiatore (Gomorra, un titolo per tutti), e aiuto regista di Matteo Garrone, ha dichiarato di avere estratto dalla sua esperienza personale. Poche e ben delineate idee. In un epoca in cui molti gettano sul piatto tante e confuse ideuzze, meglio chi non tenta di inerpicarsi in pericolosi sentieri narrativi, magari senza uscita.
Nelloperazione il regista è aiutato da un cast sicuramente ben affiatato, fatto di non professioniste comunque assolutamente disinvolte davanti alla macchina da presa.
Non grido al capolavoro, ma il film mi ha messo di buonumore. Da vedere.

Earth Overshoot Day

Conti in rosso per il Pianeta Terra.
Ma ve lo faccio spiegare meglio da chi ne sa parlare meglio di me.earth-overshoot-logo-314

http://www.footprintnetwork.org/gfn_sub.php?content=overshoot

http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/ambiente/risorse-esaurite/risorse-esaurite/risorse-esaurite.html

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