Emanuele Manco

Scritti, impressioni, opinioni.

Poste Italiane

"Sono rimasto impressionato dalla grande innovazione e modernizzazione  tecnologica che è riuscita a fare Poste Italiane - ha commentato il Cavaliere - si tratta di unesperienza che deve diventare da esempio
per lammodernamento di tutto il Paese, della sua pubblica SloganPosteItaliane!!!amministrazione".
Ci sono cose che fanno girare le scatole. Le poste non sono mai state, nella vulgata, limmagine della puntualità ed efficienza.
Ma ora mi sembra che le cose vadano sempre peggio.

La mia via, in una zona non periferica di milano, è servita peggio di un paesino isolato dalla neve.
Qualche giorno fa hanno mollato sotto casa mia due ceste gialle piene della posta arretrata di due mesi!
I pacchi e le raccomandata non mi arrivano mai. O meglio i corrieri SDA non passano, o se passano non lasciano lavviso.
Se lo lasciano, risulta incompleto perchè non mettono il numero della spedizione di Poste Italiane, che è diverso da quello che usa SDA.
Gli impiegati delle poste, parafulmine delle lamentele dellintero quartiere, che al sabato intasa furibondo lufficio dei pacchi e delle raccomandate inesitate, si scaricano su SDA, dicendo agli utenti che la spedizione dipende dai "privati".
Ma non sanno, o fanno finta di non sapere, che SDA fa parte del gruppo Poste Italiane tanto quanto loro.
La scorsa settimana mi sono incazzato come una bestia.
Una mattina sono uscito alle 9.05 da casa e ho trovato un avviso (senza numero di spedizione) dove cera scritto che erano passati quella stessa mattina alle 9.45 e non avevano trovato nessuno!
Bugiardi spudorati!

Fumetti: Chiron

chironDove vanno a curarsi i supereroi e i supercriminali, dopo essere stati feriti nelle loro battaglie? Di quali bizzarre malattie può soffrire un essere umano con superpoteri?

A queste domande cerca di rispondere questo curioso fumetto, Chiron, scritto e disegnato da Filippo Messina. La serie, della quale questo è il primo albo, narrerà le storie del Chiron Center, un ospedale dove vengono curati i superumani nellimmaginaria città di Pazzorre.

Non di conflitti tra eroi e super eroi narra la vicenda, ma di un complesso intreccio di interazioni tra personaggi "normali", se così si può dire, gli operatori dellospedale, medici, infermieri, burocrati. Immaginatevi la concitatezza di E.R., il senso del mistero di The Kingdom di Lars Von Trier e parte della comicità di Scrubs, il tutto immerso in un universo supereroistico

Lintento è ironico e dissacrante. La storia non si prende sul serio neanche per un momento. Ma non pensiate a una semplice parodia. Cè amore e rispetto per il genere supereroistico, oltre che una conoscenza dei suoi archetipi. Pur tuttavia sono lapproccio disincantato e una solida gestione dellintreccio i punti di forza di questo fumetto.

Il parco dei personaggi è ricco e sfaccettato, come i dettami del medical drama impongono. I segreti da svelare, nella vita quotidiana del Chiron Center, sono parecchi.

Probabilmente ciò che sembra essere si rivelerà alla fine tuttaltro. Nel quadro generale si inseriscono personaggi esterni, come una reporter che vuole conoscere i segreti del Centro, maniacalmente ossessionata dalla ricerca della "verità". Anche il contesto cittadino è talvolta ostile. Malvista è lattività del Centro quando cura i supercriminali. Trapela quindi la deferenza mista a paura degli uomini "normali" nei confronti dei superuomini.

Una delle debolezze del fumetto è forse una certa prolissità del dialogo, unita a una impostazione grafica delle tavole un po confusionaria, che rende talvolta la lettura poco agevole.

Il cartooning di Messina è interessante, ricorda molto il fumetto pop underground, tra Robert Crumb e il cartone del Stg. Pepper, ma ci sono ancora parecchie incertezze da esordiente. Penso onestamente che ci siano margini di miglioramento anche da questo punto di vista.

Essendo un fumetto più indipendente che non si può, il secondo episodio è ancora in gestazione, e il primo è di difficile reperibilità. Ma vale la pena andare a sollecitare la propria fumetteria di fiducia.

Questa recensione è stata pubblicata anche su Fantasymagazine.

Fumetti: A volto coperto

79512Marsiglia, anni Settanta. Jean e Julia hanno ancora un sogno da realizzare. Rapinare banche e rubare diamanti gli sembra il modo più logico e sensato per ottenere quello che la vita gli promise tanti anni prima. Gli avvenimenti li porteranno in un drive-in alla periferia di Los Angeles, al tramonto.

A volto coperto
Luana Vergari - Francesco Mattioli
A volto coperto
Prefazione di Valerio Evangelisti

Tunué, 2008 - Collana «Prospero’s Books» n. 14
cm. 17 x 24;  92 pp b/n; cop. col.; rileg. filo refe

Euro 11,00
ISBN-13 978-88-89613-47-4

Asciutta, tesa nei momenti drammatici, ma anche struggente la trama, degna erede dei migliori noir francesi. Ottimi i disegni di Mattioli, sia nella ricostruzione delle atmosfere depoca, sia proprio nello storytelling. Da leggere.

Recensione racconto: Cardanica di Dario Tonani

Oggi cerco di riprendere il discorso su questo blog. Le collaborazioni conrobot_54_z Fantasymagazine e Fantascienza.com, mi assorbono molto del poco tempo libero che ho. Ma ogni tanto qualche pensiero sparso deve trovare il suo posto. E da parecchio che volevo parlare di questo racconto, Cardanica, di Dario Tonani (lautore di Infect@,) pubblicato sul numero 54 di Robot. L'ho letto, e divorato, qualche mese fa. Però non riuscivo mai a trovare il tempo di raccogliere le mie idee. Tant'è che me lo sono riletto più volte. Perché in questi mesi più volte ho tentato di scrivere la recensione, e volevo rinfrescarmi le idee. Insomma avrei potuto leggere un romanzo nel tempo in cui ho letto Cardanica. Ma non è stato tempo perso. Il racconto ha retto ogni rilettura. Di cosa parla è presto detto.
In un mondo futuribile, grandi deserti, forse contaminati da radiazioni, sicuramente infestati di letali creature, sono solcati da autotreni enormi come vascelli. Questi veicoli si mantengono su un equilibrio molto precario, se avete mai guidato sulla sabbia saprete a cosa mi riferisco. Ma il cuore di questi convogli sono gli pneumosnodi, mirabili artifici della meccanica del futuro, moduli di raccordo tra i vagoni degli autotreni, che consentono a questi , ormai battezzati come "navi a ruote", di inclinarsi  in curva e muoversi sul terreno incidentato.
Ma c'è un altro compito di questi congegni: se una nave a ruote si impantana nel deserto, e l'evento è tutt'altro che raro, i pneumosnodi diventano delle capsule di sopravvivenza autonome nelle quali gli occupanti delle navi possono trovare rifugio. Cosa che nel racconto accade al Commodoro (curioso e interessante luso dei gradi marinari) Garrasco D. Bray e al secondo pilota Victor Galindez, quando un incidente accade alla loro nave, la Robredo.
Ed è questo il vero inizio del racconto, quando i due protagonisti entrano nel pneumosnodo battezzato Cardanic. Gli pneumosnodi sono progettati per funzionare al meglio, e mantenere al meglio gli occupanti.
Dispongono di una intelligenza artificiale che prenderà delle decisioni in tal senso. Quali siano queste decisioni vi consiglio di scoprirlo.
Con una prosa snella il racconto ci mostra l'odissea e la evoluzione dei tre protagonisti. No, non avete letto male. Ho scritto tre. Non ve ne siete persi uno. Ma come avrete capito Cardanic è uno dei protagonisti del racconto. Innegabilmente. Un racconto efficace in quasi tutti i suoi passaggi. Forse meno scorrevole  nelle  parti di infodump, che sono sempre un problema annoso.  Che in questo racconto siano funzionali alla costruzione dell'universo narrativo è innegabile. Che due persone che abbiano fretta di salvarsi disquisiscano sul funzionamento del pneumosnodo è forse un po forzato.
Questo non impedisce di farsi avviluppare da atmosfere che ricordano talvolta Lovecraft, talvolta Clive Barker, passando per il claustrofobico The Cube. Il racconto è meritevole della vostra attenzione e, ne ho la convinzione, potrebbe dare molte soddisfazioni al suo autore ai prossimi premi Italia.

Cardanica. Un racconto di Dario Tonani
Pubblicato su Robot 54
Edizioni Delos Books
ISBN 9788895724249

Quando non servono parole...

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