Emanuele Manco

Scritti, impressioni, opinioni.

Pausa

E un po che non scrivo sul blog. Il lavoro, quello vero, che mi porta i soldi per vivere, mi assorbe parecchio. Fuori dal lavoro "normale", continua la mia collaborazione con Fantascienza.com. Insomma sono molto preso da tante cose. In realtà il progetto di rilancio ci sarebbe. Ho acquistato un pacchetto di hosting di livello avanzato per il mio domino, ossia www.emanuelemanco.it. Ma devo ancora impostare un progetto per gestire da lì il mio blog e tutte le mie iniziative. Appena avrò un po di tempo lo realizzerò. State sintonizzati.

Cuccioli

Ecco un cucciolo che vorrei adottare.

Martin Mystére Fest 2008

La parte istituzionale di questo post, è la cronaca che ho scritto per Fantascienza.com, che trovate qui.
Pur tuttavia penso di avere ancora qualcosa da dire in merito. Questo in effetti è stato lanno in cui ho incontrato molte persone che condividono le mie passioni. Continuando lesperienza che mi porta da tre anni a partecipare con passione ai Cenacoli, e a vari incontri tra fantascientifici. Prima la Italcon, della quale ho scritto in  modo ampio qui, adesso il Fest. Non voglio fare confronti. Solo raccontarla da un altro punto di vista, più soggettivo. Quello dellappassionato, che ha aderito allinvito di un amico, Luca Montesano, alias "Zio Zuma". Sono iscritto da almeno un anno alla lista del BVZM pur tuttavia non ho mai partecipato molto ai vari tread. La sostanza del discorso è che ho sempre vissuto la mia passione per lo Zio Martin come un fatto solitario, quasi fossi lunico "mysteriano" sul pianeta terra. Leggo e colleziono il fumetto sin dalla prima uscita, nel 1982 e, a parte qualche amico palermitano, non ho mai conosciuto altri fan. Anzi credo di avere conosciuto più fan di MM ad Asti, che in tutta la mia vita. Mystère a parte, è stata una bella giornata. Siamo stati graziati da un bel sole, che ci ha consentito di andare in giro per le vie astigiane senza problemi. Confesso che è stata la prima volta che ho sentito in vita mia usare il termine "accumulatori". Non credo siano una caratteristica del fandom mysteriano, ma è stata la prima volta. Accumulatore è il collezionista che ha tutto, ma proprio tutto, magari in duplice copia, regolarmente imbustato e cellofanato, e colleziona qualsiasi gadget abbia sopra il simbolo della sua passione. Pensavo bastasse il termine collezionista. Ma evidentemente mi sbagliavo. La disponibilità di Luca e di Francesco è stata totale. Il mio grazie è sincero. E stato molto carino conoscere quelle persone che prima era solo un nick. Ma questo concetto questanno lho espresso molte volte. E finito un altro dei miei isolamenti pluriennali, ho preso contatto con altri nipotini dello Zio Martin, e nulla sarà più come prima.

Film: Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo


(Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull)
Un film di Steven Spielberg.
Con Harrison Ford, Karen Allen, Cate Blanchett, Shia LaBeouf, John Hurt, Ray Winstone, Jim Broadbent.
Genere Avventura.
colore 125 minuti.
Produzione USA 2008.
Distribuzione Universal Pictures

Indiana Jones, anzi Henry Jones Jr. è tornato. Siamo nel 1957 e, come sempre, la storia comincia nel pieno dell'azione. La trama è fitta di avvenimenti e colpi di scena, sin dall'inizio, per cui non racconto oltre. Sappiate solo che tutto quello che i fan dellavventuriero archeologo amano è presente nel film. O amate il personaggio oppure cambiate film. Non ci sono compromessi.
La sospensione dell'incredulità è messa a dura prova altrimenti. Solo così possiamo accettare linossidabilità del prof. Jones, arrivato quasi alletà pensionabile. Ma Jones è ormai un archetipo. Nato come citazione degli archetipi, è diventato a sua volta icona e archetipo. Lucas e Spielberg hanno creato un carattere che è un modo di dire ormai. "Fare le cose all'Indiana Jones" è una frase fatta ormai. E in questi diciannove anni trascorsi dall'ultimo film ha generato decine di epigoni, anche di buona qualità talvolta. Quello che mi chiedo se questa volta il prof Jones sia epigono di sè stesso. Citazione della citazione, questo film comunque diverte. La sceneggiatura funziona, pur con almeno un piccolo buco logico, forse troppo frettolosamente sorvolato. Questa volta i cattivi non sono i nazisti, ma i russi della guerra fredda. Ma non vi preoccupate, sono idioti e convinti tanto quanto i nazisti. Poverini. Ma gli sgherri dei film non hanno un sindacato che li protegge dalleroe? Non lo sanno che contro Indiana Jones, come contro James Bond, non ce la si fa? Nel cast troviamo anche una vecchia conoscenza, l'ancora deliziosa Karen Allen,  nel ruolo di Marion, la vecchia fiamma che, dopo aver ricomposto i pezzi del suo cuore jonesdopo l'abbandono da parte dell'eroe, si è ricostruita una vita, e ha avuto un figlio, Mutt, interpretato dall'astro emergente Shia LaBeouf. Un po macchiettistico il personaggio della bella cattiva di turno, Irina Spalko, interpretata da una giocherellona Cate Blanchett.
Anche lei condannata senza speranze a dire la fatidica frase "Addio Dottor Jones", suscitando lilarità, e anche forse un po di pietà, del pubblico. Ma è cattiva e convinta. Deve essere così. Fa parte del gioco. Ma non è lunico conflitto che il dr. Jones dovrà affrontare. Pur se affrontato con leggerezza, cè il tema della caccia alle streghe anti comunisti. Lo stesso Jones pare finire nel mirino della CIA.
Ma la cosa non è sviluppata quanto dovrebbe. Alla fine l'intreccio è da adventure game. Ciò che conta è il mistero fanta-archeologico. Nel gioco delle citazioni ritroviamo anche il deposito dove 'lamministrazione USA ha seppellito l'arca dell'alleanza, quasi a volere chiudere il cerchio. La storia ha qualche momento di stanca nella parte centrale, ma poi il film si segue in apnea per almeno tutti gli ultimi 45 minuti. Il ritmo diventa forsennato, l'incalzante tema di John Williams torna più volte a suggellare i momenti più divertenti. Attenzione parlo di divertimento, non di emozione. Non so. Alla fine 'lemozione è relegata ai primi minuti del film, con l'efficace entrata in scena di Indy, poi tutto diventa divertimento misurato, da gustarsi con un sorriso compiaciuto. Strano spettatore quello del prodotto seriale. Non chiede grandi novità, ma che ogni episodio sia uguale a se stesso, pur proponendo nuovi intrecci. In una logica seriale il film è perfetto. Una cosa è certa. Se con James Bond è stato possibile pensare di cambiare lattore, in questo caso la sola idea di fare indossare lo Stetson a chiunque altro suona stonata. Nel finale capirete perchè.
Ed è un peccato. Gli accenni agli anni della seconda guerra mondiale, dove sicuramente Jones si sarà reso protagonista di brillanti avventure, stimolano la curiosità del fan. Ma non sono raccontabili al cinema con realismo utilizzando Harrison Ford. Magari potrebbero essere essere materiale utile per adventure games, libri o fumetti. Pare che però il successo del film abbia stimolato Lucas e Spielberg alla produzione di un altro episodio. Pare che Harrison Ford abbia auspicato che non passino altri diciannove anni.

Film: Charlie Bartlett

Charlie Bartlett

Un film di Jon Poll.
Con Anton Yelchin, Robert Downey Jr., Hope Davis, Kat Dennings, Tyler Hilton, Mark Rendall, Dylan Taylor, Megan Park, Jake Epstein, Jonathan Malen, Derek McGrath, Stephen Young.
Genere Commedia
colore 98 minuti
Produzione USA 2007
Distribuzione DNC

Charlie Bartlett è un adolescente di buona famiglia. Ha seri problemi con le autorità scolastiche, infatti è stato espulso da varie scuole private. E allevato solo da una madre nevrotica, con un padre che è andato via, per motivi che verranno chiariti nel corso della vicenda. Ella decide di iscriverlo alla scuola pubblica. Pur tuttavia limpatto non sarà dei migliori. Charlie reagirà in modo originale alle difficoltà di integrazione. Sottoposto a cure psichiatriche, credendosi esperto del ramo, comincerà a dispensare tali cure, comprensive di psicofarmaci, ai suoi compagni di charliescuola, diventando in breve tempo popolarissimo. Troverà anche lamore e dovrà però affrontare le conseguenze delle sue azioni. Sarà una grande occasione di crescita per lui.
Come anche in Juno, abbiamo un tentativo di descrivere la vita degli adolescenti di oggi. Anche in questo caso ci viene mostrata la provincia USA, e non i grandi agglomerati urbani.
Anche in questo caso abbiamo un bravo attore adolescente, coadiuvato da altri coetanei molto funzionali, e da un Robert Downey Jr che sembra avere ritrovato le sue migliori capacità di attore, nel ruolo del tormentato preside della scuola. Il risultato complessivo è un film gradevole, forse un po forzato in alcuni passaggi, che sostanzialmente vuole dare una pur semplice ma quanto mai efficace morale. Adulti e ragazzi devono parlare per comprendersi lun laltro, trasformando il dialogo in occasioni di crescita reciproca. Si arriva a questo risultato con un trama che presenta molto bene i conflitti, e con colpi di scena niente affatto banali. Il dialogo poi è scorrevole e brioso, pervaso di intelligente ironia. Da vedere.

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