Emanuele Manco

Scritti, impressioni, opinioni.

Il giusto peso alle cose.

Questa striscia mi è stata segnalata dal mio amico Alister.
Lideale per un romantico San Valentino.
http://www.shockdom.com/albo/2008/mostrip-818-il-giusto-peso-alle-cose/

Libri: La promessa

la promessaMolte volte mi incaponisco con il rispetto per gli stilemi dei generi. Qualcuno mi ha detto che, nel mio piccolo, mi sono fatto la fama di “severo recensore”. Ho una convinzione. Per stravolgere i generi bisogna intanto conoscerli bene. Non mi arrogo la sapienza. Sto cercando di imparare. Il percorso di un aspirante scrittore passa anche per delle buone letture. Di gialli ho letto sempre meno che di altri generi. Non so bene, ma forse nessuno lo sa, quale sia la sottile distinzione tra giallo e thriller. Il mio percorso di lettura nel genere giallo, si è imbattuto stavolta in un “classico”. Ossia, come si è intuito già dal titolo, ne “La promessa” di Friedrich Dürrenmatt, del 1958. Il sottotitolo è eloquente: “Un requiem per il romanzo giallo”. Lambizione dello scrittore quindi non è solo quello di raccontare una storia “gialla”, ma anche quella di raccontare forse il giallo definitivo, di levarci dalla testa lillusione che il giallo possa anche solo lontanamente rappresentare la realtà. Il percorso compiuto è assai convincente. Il romanzo è in apparenza agile. Le relativamente poche pagine fanno pensare a qualcosa che ti occuperà al massimo una serata. In realtà ogni riga è ben pesata, e assai comunicativa. Non ci sono capitoli inutili qui. Sin da subito. E lattenzione deve essere assolutamente alta. Non puoi leggerlo sovrappensiero questo romanzo. Devi tornare subito indietro. Quale sublime differenza rispetto alle noiose pagine dei best sellers di oggi, che vendono parole a un tanto al chilo. Il romanzo si apre con una conversazione tra uno scrittore di gialli e un ex commissario di polizia di Zurigo. Il tema è il romanzo giallo. Ossia quanto questo genere di romanzi presenti una distorta visione della realtà. Nei romanzi gialli, attraverso ragionamenti logico deduttivi, i colpevoli vengono sempre smascherati. Nella realtà le indagini non sempre sono così lineari, e talvolta la soluzione, se arriva, arriva in modo assolutamente casuale o improbabile. Già Pirandello aveva cominciato la riflessione sulle differenze tra reale e verosimile La realtà è vera per definizione, la finzione deve preoccuparsi di sembrare verosimile. La conseguenza è che la realtà talvolta sembra più finta della sua ricostruzione. Probabilmente se si costruisse un romanzo giallo descrivendo una vera indagine, si verrebbe accusati di aver costruito un romanzo poco credibile.
Il romanzo quindi continua, per illustrare il suo punto di vista, il poliziotto racconta di un delitto e del commissario di polizia Matthäi, soprannominato "mattatutti". Il commissario, per onorare una promessa, metterà in gioco tutta la sua vita, pur di scovare un omicida seriale di bambine. Non vorrei raccontare altro. E un romanzo dalla cui analisi strutturale ogni aspirante giallista deve imparare. Ma non solo. Ogni aspirante scrittore. I personaggi sono caratterizzati con estrema precisione. Così come efficaci e verosimili sono i dialoghi. Straordinario è il finale. Che in un certo senso è comunque il trionfo del ragionamento logico deduttivo, anche se il romanzo non tradisce mai le sue premesse.
Le impressioni generali che ne ho tratto è che forse devo cominciare a guardare con occhi diversi al ciò che leggo. Non tutti forse saranno dei Dürrenmatt, ma bisogna dare il beneficio dellinventario a chi con i generi tenta di dire altro. Certo un capolavoro così non nasce ogni anno. E chiaro che per destrutturare bisogna prima sapere strutturare. Non si può fare arte astratta, senza conoscere le fondamenta del disegno accademico. La lettura di questo romanzo è quindi consigliata, non solo ai lettori più o meno scafati, ma anche a noi scribacchini, sempre in cerca di buoni maestri.

Dürrenmatt Friedrich
La promessa. Un requiem per il romanzo giallo
150 Pagine
Prezzo € 7,00
Traduttore Daniele S.
Editore Feltrinelli (collana Universale economica)

 

Recensione pubblicata anche sul Leggio

Cineforum

Il momento è di attesa. Ho letto cose interessanti. Ne scriverò quando avrò raccolto le idee. Nel frattempo vi annuncio che vi aspetto Il 18 febbraio 2008, alle ore 21, al cineforum organizzato dal club USS Leonardo presso Arci Corvetto in via Oglio, 21 MM 3 fermata Brenta, (ingresso libero, con tessera annuale ARCI acquistabile in loco, servizio bar e cucina). Presenterò lOAV 2001 Nights (Nisenichi Ya Monogatari, 1987). Tratto dallomonimo manga scritto e disegnato da Yukinobu Hoshino. LOAV è inedito in Italia, e verrà proiettato in versione originale sottotitolata in italiano. Levento è loccasione per dare uno sguardo a una diversa coniugazione di un tema classico della SF,  ossia lesplorazione del cosmo. Una scheda introduttiva al manga e al film è reperibile a questo link.

Eccola!

Coffurania 2Eccola qui lantologia di cui ho già parlato. Mi è arrivata oggi la mia copia personale.
Sono molto contento. Non ho ancora letto tutti i racconti, ma lo farò al più presto. Bella la copertina e la grafica, molto curata. I complimenti intanto a Francesco de Collibus, Virginia Capoluongo perla copertina, e ad Alez e Mauro Cremonini per la grafica.

Se volete ordinarla contattate gauloise@libero.it o gauloise@bruttocarattere.org (sempre che abbia liberato la sua sempre ingombra mail) oppure scrivete al Laboratorio Crash! - Via Zanardi 106, Bologna.. Costa solo 6,50 euro.
Ma tra poco dovrebbe essere in distribuzione almeno nelle Feltrinelli. Almeno spero!
Una presentazione più dettagliata in uno dei prossimi post.
Intanto cito uno per uno "traduttori "e titoli dei racconti:

Prefazione, di Sergio Cofferati
Le cantine, molti anni fa, trad. di Daniele Barbieri
Lo sceriffo, trad. di Alessandro Calvi
A sua immagine, trad. di Alessandra Daniele
Origini del consumo, trad. di Giovanni Di Iacovo
Rapporto di maggioranza, trad. di Giovanni De Matteo e Fernando Fazzari
Il buddista, trad. di Valerio Evangelisti
Il Borgomastro del Secolo, trad. di Valerio Farinelli
Nel territorio di Willer, trad. di John Grady
Nettezza Urbani, trad. di Gigi Greco
La falce e martello sul sole, trad. di Emanuele Manco
Peccato per la torre, trad. di Luca Masali
Frontiera, trad. di Alberto Sarcinelli
Il veggente, trad. di Alessandro Villari
Il compleanno del Magnifico, trad. di Luca Volpino

Il giapponese

672px-Falce_e_martelloAndrò a votare. Sono amareggiato, ma non posso darla vinta allignavia. Il PD mi fa cordialmente schifo. Veltroni ha calato la maschera e sotto ha mostrato il suo volto da Berlusca "de noi altri".
Chi se ne frega. Comunista ero e comunista rimango. Ribadirò la mia appartenenza, anche perdente, alla "cosa rossa" o come arcobaleno si chiama.
Di vincere le elezioni non ci penso proprio.
Pazienza. Tanto litalia sta andando a rotoli da anni e anni, e governi di diverso colore nulla hanno potuto contro la cinesizzazione del mercato del lavoro, gli aumenti sproporzionati del caro vita e dei mutui, tanto per citare qualche questione che ci tocca più da vicino della legge elettorale. Non riesco a pensarmi astensionista. E dovrò pure tornare in Sicilia. Anche se chiedo la residenza a Milano adesso, non ce la farò a votare per le politiche. E poi devo tornare anche a votare, non so ancora quando, per il presidente della regione.
Non mi avranno vivo.

Lultimo giapponese con la falce e martello.

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