Emanuele Manco

Scritti, impressioni, opinioni.

Lo splendore del Drago

È arrivato Lo splendore del drago

Lo splendore del drago è il nuovo saggio multiautore edito da Runa dedicato alla figura del drago in dieci saghe del fantastico, al quale ho partecipato con un minisaggio dedicato al Ciclo di Pern di Ann McCaffrey.

Curato da Marina Lenti, vi partecipano, oltre alla stessa Marina, Pia Ferrara, Martina Frammartino, Davide Gorga, Cristina Donati, Silvana De Mari, Paola Bruna Cartoceti, Maria Cristina Calabrese e Paolo Gulisano.

La presentazione a Bookcity Milano

Lo splendore del drago sarà presentato a Bookcity Milano il prossimo 19 novembre 2022, nell'incontro La figura del drago in 10 storie fantasy indimenticabili, al Centro Asteria, Sala Rossa, P.za Francesco Carrara 17, 20141 Milano. Interverranno Marina Lenti, Paolo Gulisano, Cristina Donati, Martina Frammartino ed Emanuele Manco.

Informazioni e prenotazioni nel programma di Bookcity Milano a questo link.

Sinossi

Lo splendore del drago

Lo splendore del Drago

Il drago è la creatura più leggendaria, e probabilmente più affascinante, che dimori nell'Inconscio Collettivo. Innumerevoli sono i racconti che lo vedono protagonista, in Occidente come in Oriente.

Questa raccolta di saggi multiautore rappresenta un tuffo emozionante, e al contempo analitico, per investigare quali siano i motivi di una così forte e atavica fascinazione verso questa creatura.

La disamina è condotta non solo attraverso storie amatissime dal pubblico, ma anche attraverso saghe che, pur se meno note, rappresentano comunque dei tasselli fondamentali all'interno del genere fantastico e che possono costituire una gradita sorpresa per il lettore.

L'indice

LA STORIA INFINITA di Michael Ende

Draghi classici, draghi alchemici ma, soprattutto, draghi della fortuna – Marina Lenti

LANDOVER  di Terry Brooks

Strabo, il drago magico – Pia Ferrara

LE CRONACHE DEL GHIACCIO E DEL FUOCO di G.R.R. Martin

Ghiaccio contro fuoco: i draghi e il destino di Westeros – Martina Frammartino

LA SAGA DEGLI ULTIMI di Silvana De Mari

Il simbolismo ultraterreno del  drago – Davide Gorga

IL LIBRO MALAZAN DEI CADUTI di Steven Erikson

I draghi del caos - Cristina Donati

HARRY POTTER di J.K. Rowling

Harry, Neville, San Giorgio col drago e San Michele Arcangelo – Silvana De Mari

LE CRONACHE DELLE GIUNGLE DELLA PIOGGIA di Robin Hobb

Tintaglia, signora dei Tre Reami – Paola Bruna Cartoceti

TERRAMARE di Ursula Le Guin

Nessuno può spiegare un drago – Maria Cristina Calabrese

IL CICLO DI PERN di Anne McCaffrey

Draghi e dragonieri – Emanuele Manco

LO HOBBIT  di J.R.R.Tolkien

Smaug: il drago come intelligenza malefica – Paolo Gulisano

 

Gli autori

Gli autori di questa antologia fanno parte di un gruppo aperto, molto più numeroso, di studiosi del Fantastico il cui scopo è avvicendarsi in cicli di conferenze e nella redazione di antologie multiautore pubblicate con editori rigorosamente NO EAP.

Il fine è quello di stimolare il dibattito accademico sul Fantastico anche nel nostro Paese, sulla scia di ciò che già avviene da molto tempo nei Paesi anglofoni.

Il gruppo si è definito scherzosamente col nome di Italinklings, ispirandosi al famoso gruppo oxfordiano di cui fecero parte anche Tolkien e Lewis. Non certo per paragonarsi a questi grandi, ma per tributare loro un omaggio con un pizzico di autoironia.

Dati tecnici

Titolo: Lo splendore del Drago

Sottotitolo: La creatura più leggendaria in 10 indimenticabili storie del fantastico

Autori: Marina Lenti, Pia Ferrara, Martina Frammartino, Davide Gorga, Cristina Donati, Silvana De Mari, Paola Bruna Cartoceti, Maria Cristina Calabrese, Emanuele Manco, Paolo Gulisano

Casa editrice: Runa Editrice

Collana: Saggi fantastici

Genere: saggistica fantastico

ISBN: 9788897674818

Pagine: 162

Formato: 15x21

Rilegatura: brossura con alette

Prezzo di copertina: € 15,00

 

Il libro su Amazon 

 

 

La boutique degli incanti

La boutique degli incanti è in arrivo

Arriverà il 26 aprile 2022 nelle librerie e negli store online l'antologia La boutique degli incanti.

La collana che ospita il volume è Odissea Fantasy, da me curata, ma per l'occasione sarò solo autore, infatti il lavoro di selezione dei racconti e di curatela è stato svolto da Maurizio Cometto.

Partecipa infatti all'antologia con un racconto intitolato Roncisvalle, ispirato alla mitologia carolingia nella versione tramandata nella mia terra di origine, la Sicilia, dagli spettacoli dei pupi.

Si tratta della versione estesa di un racconto che presentai qualche anno fa al Premio Hypnos, ottenendo una menzione pur non vincendo. Quando l'anno scorso lessi sulla pagina Facebook di Maurizio della sua selezione di racconti di "realismo magico" ho pensato di recuperarlo e tornare a lavorarci sopra, perché ritenevo fosse ancora interessante proporlo ai lettori. 

I racconti

Nella lista dei racconti che vi propongo di seguito ci sono alcune mie conoscenze, autori che ho pubblicato nella mia collana. Ritengo che questo intreccio sia un bel sinonimo di vitalità editoriale.

Narvalo

 Giovanni Manzera

L’ultima estate del mondo

 Simonetta Olivo

Piccole storie futili

 Giuliano Cannoletta

Le assenze

 Flavio D’Ippolito

L’ultima finestra del cubo

 Silvia Treves

Veglia per il Ragnazzo

 Fabio Lastrucci

Quel che il mare restituisce

Davide Camparsi

La mia casa ideale

Consolata Lanza

Corteccia

Massimo Citi

L’ultimo Natale

 Raul Ciannella

La vacanza sogno di Edgar Moore

 Laura Scaramozzino

Roncisvalle

 Emanuele Manco

Italia

 Stefano Zampieri

Il Pagüss

 M. Caterina Mortillaro

Era tutto vigneti

 Giovanni De Feo

Contrada Foro Morto

 Angelo Marenzana

La macchia

 Fiorella Borin

Il rifugio lontano della memoria

 Matteo Pisaneschi

Tra il Lete e l’Eunoè

 Andrea Borla

Le verdi ali della morte

 Anna Maria Pierdomenico

Sott’acqua

 Alessandro Agnese

Vuoto

 Giulia Anna Gallo

Altro non vorrei dire, vi lascio alla quarta di copertina, che più che risolvere cosa sia questo "realismo magico", cerca di suscitare la curiosità dei lettori.

La quarta di copertina

Definire che cos’è il “realismo magico” non è semplice.
Ad esempio: ci sono l’horror, il fantasy e la fantascienza. Tutti li conosciamo. Hanno qualcosa del realismo magico, eppure non lo sono.
Poi c’è il weird. Se si guardassero in viso, sarebbe come se un unico volto si specchiasse. Il weird apparirebbe spaventato, il realismo magico, forse, distratto.
E se provassimo a frugare nelle immagini della sua memoria storica?
Troveremmo libri dalle pagine infinite. Tigri imprigionate in stanze che non esistono. Famiglie sterminate di ultracentenari. Messaggeri che si perdono nella lontananza. Distese di blatte, scarafaggi giganti. E tante altre situazioni così.
Come i ventidue bagliori che potrete scorgere, in giornate soleggiate eppure piovose, attraverso la vetrina della Boutique degli Incanti.

 

C'è anche su carta

L'antologia sarà disponibile sia in ebook che su carta. Pertanto se come scusa usavate la mancanza di uno o dell'altro formato, questa volta dovrete cercarne un'altra per non acquistarla.

La boutique degli incanti in ebook

La boutique degli incanti in cartaceo

 

 

 

 

 

ALESSANDRO NIVOLA as Dickie Moltisanti in New Line Cinema and Home Box Office’s mob drama “THE MANY SAINTS OF NEWARK,” a Warner Bros. Pictures release.

I molti santi del New Jersey

Attendevo da molto tempo l'arrivo del film I molti santi del New Jersey. in originale The Many Saints of Newark. Non parlo molto di serie TV, ma sono una delle mie passioni. E tra le serie televisive una di quelle che ho amato di più è I Soprano, ideata da David Chase, andata in onda dal 1999 al 2007 su HBO negli USA e sui canali Mediaset e Sky nel nostro paese.

Della serie il film appena uscito nelle sale è un prequel, narrante vicende a cavallo tra la fine degli anni '60 e i primi anni '70.

Se I Soprano è un capolavoro delle serie televisive, I molti santi del New Jersey è invece un film mal riuscito.

L'intento della storia era quello di mostrarci come Tony Soprano sia diventato quello che abbiamo conosciuto, attraverso la storia di Dickie Moltisanti (dal quale deriva il gioco di parole del titolo), zio preferito di Tony. 

Nella messa in scena si perde uno dei primi elementi che avevano reso I Soprano un capolavoro. La verità che aveva caratterizzato l'approccio alla materia Mafia della serie si perde, con personaggi che sono poco più che macchiette e con divagazioni su eventi storici posticciamente connesse con l'intreccio principale. Quello che viene fuori è un clone in formato ridotto di film come Quei bravi ragazzi di Martin Scorsese. Ma Alan Taylor, un buon mestierante, regista di vari episodi della serie originale, di episodi de Il trono di Spade e al cinema di Thor: The Dark World, non ha neanche una frazione del geniale talento di Scorsese. Inutile anche solo entrare nel merito della regia.

Fastidiosa è la presenza di numerosi "momenti profezia", ovvero quelle frasi lapidarie messe in bocca a vari personaggi nelle quali si presagiscono i futuri tragici sviluppi. Sono tipici dei prequel posticci e non ben congegnati per essere una narrazione autonoma.

(L-r) MICHAEL GANDOLFINI as Teenage Tony Soprano and ALESSANDRO NIVOLA as Dickie Moltisanti in New Line Cinema and Home Box Office’s mob drama “THE MANY SAINTS OF NEWARK,” a Warner Bros. Pictures release. - © 2021 Warner Bros. Entertainment Inc. All Rights Reserved. Photo Credit Barry Wetcher

Il cast fa quello che può, i pur bravi Alessandro Nivola, nel ruolo principale di Dickie Moltisanti, Vera Farmiga in quello di Mamma Soprano, Jon Bernthal e Corey Stoll, rispettivamente nei ruoli di Johnny Soprano e Junior Soprano, reggono dignitosamente la parte. Fuori parte appare Michael Gandolfini, figlio di James Gandolfini (Tony Soprano nella serie), nel ruolo di Tony adolescente. Onore al merito per aver affrontato la fossa dei leoni accettando il confronto con il suo compianto padre, ma purtroppo, complice anche una scrittura frammentata e poco sviluppata, gira troppe volte a vuoto.

Fasulle come monete da 3 euro sono infine le caratterizzazioni degli iconici Silvio (John Magaro) e Paulie (Billy Magnussen).

Dal finale del film si desume che potrebbero essere vere le voci di una serie prequel incentrata sul giovane Tony Soprano, sempre smentite da HBO. 

Il risultato mediocre del film lascia intendere che forse sarebbe meglio lasciare perdere. Ma non credo che sia solo questo il motivo. 

Da un lato, in virtù del suo finale capolavoro, ben prima che morisse prematuramente Gandolfini,  I Soprano non consente seguiti.

Da un altro punto di vista la vera parte originale e interessante della storia di Tony Soprano inizia proprio con la sua crisi, con le sue domande enigmatiche e il confronto con se stesso che ha vissuto negli 86 episodi della serie. Prima era la storia di un gangster qualunque, e da questo punto di vista il già citato Quei Bravi Ragazzi ha raccontato già bene la storia di "gangster qualunque".

L'originalità della serie è stata quella di aver proposto un punto di vista totalmente diverso dal film di Scorsese o da Il padrino di Francis Ford Coppola. I molti santi del New Jersey invece chiude il cerchio riprendendo quei modelli, in forma di cattiva imitazione,  senza aggiungere nulla di importante alla storia di Tony Soprano.

 

I molti santi del New Jersey, sinossi ufficiale

I molti santi del New

I molti santi del New Jersey

"I Molti Santi del New Jersey" della New Line Cinema, è il tanto atteso prequel dell’innovativa e pluripremiata serie drammatica della HBO "I Soprano".
Il film è ambientato negli esplosivi anni '60, nell'epoca delle rivolte di Newark e degli scontri violenti tra la comunità afroamericana e quella italiana. E in particolare, è tra i gangster dei rispettivi gruppi, che la pericolosa rivalità diventa particolarmente letale.
"I Molti Santi del New Jersey" è interpretato da Alessandro Nivola ("Disobedience", "American Hustle – L’apparenza inganna"), il vincitore del premio Tony, Leslie Odom Jr. ("Hamilton" a Broadway, "Assassinio sull’ Orient Express"), Jon Bernthal ("Baby Driver – Il genio della fuga", "The Wolf of Wall Street"), Corey Stoll ("First Man – Il primo uomo", "Ant-Man"), Michael Gandolfini (la serie TV "The Deuce: La via del porno"), Billy Magnussen ("Game Night – Indovina chi muore stasera?", "La grande scommessa"), John Magaro ("L’ultima tempesta", "Not Fade Away"), Michela De Rossi ("La terra dell’abbastanza," la serie TV "I topi") con il vincitore dell'Emmy, Ray Liotta (la serie TV "Shades of Blue", "Quei bravi ragazzi") e la candidata all'Oscar Vera Farmiga ("Tra le nuvole", i film "The Conjuring").
Alan Taylor ("Thor: The Dark World"), che ha vinto un Emmy per la regia de "I Soprano", ha diretto il film da una sceneggiatura del creatore della serie David Chase, e Lawrence Konner, basata sui personaggi creati da Chase. La produzione è di Chase e Konner mentre Michael Disco, Richard Brener, Nicole Lambert e Marcus Viscidi sono i produttori esecutivi.
La squadra creativa di Taylor che ha lavorato dietro le quinte comprende il direttore della fotografia Kramer Morgenthau ("Creed II", "Thor: The Dark World"), lo scenografo Bob Shaw ("The Wolf of Wall Street", "I Soprano"), il montatore nominato all’Oscar Christopher Tellefsen ("L’arte di vincere", "A Quiet Place- Un posto tranquillo") e la costumista Amy Westcott ("The Wrestler", "Il cigno nero").
"I Molti Santi del New Jersey" è stato girato nel New Jersey e New York, e nel film sono presenti diversi personaggi famosi della serie originale che ha ispirato il film. Andata in onda per sei stagioni, la serie "I Soprano" - ampiamente considerata come una delle più grandi e influenti serie drammatiche televisive di tutti i tempi - è stata premiata con 21 Primetime Emmy Award, cinque Golden Globe e due Peabody Award, solo per citare alcuni riconoscimenti.
New Line Cinema presenta, in associazione con Home Box Office, una produzione Chase Films: "I Molti Santi del New Jersey". Il film sarà distribuito in tutto il mondo dalla Warner Bros. Pictures.

 

 

 

Matematica e fantascienza

La matematica nella fantascienza

Sarà la matematica e il suo rapporto con la fantascienza il tema della diretta in cui sarà ospite venerdì sera 1 ottobre 2021, alle 22.30, sul canale youtube di Marco Casolino. Insieme a me e Marco sarà Omar Serafini di Fantascienficast, podcast con il quale collaboro.

Del tema mi sono occupato molto in questi anni, e molto di quanto ho scritto è raccolto, in versione aggiornata, nei capitoli dedicati nel mio libro Matematica Nerd. Ma non per questo il tema può dirsi esaurito. Nuove opere, come la recente serie Fondazione, ispirata ai romanzi di Isaac Asimov, aventi tra i protagonisti dei matematici, possono dare luogo a nuove osservazioni sul tema.

Vi aspetto venerdì sera.

 

Scrivere è come tritare la carne

Si fa presto a dire scrivere. Quando ho avuto l'idea per Il nemico, avevo in testa solo il concetto generale: "un racconto sull'immigrazione".

Il ricordo che avevo degli eventi collegati alla battaglia di Adrianopoli, in particolare di un podcast di Alessandro Barbero, mi ha portato alla lettura di un saggio dello stesso autore, 9 agosto 378 . Il giorno dei barbari, edito da Laterza, di 248 pagine, disponibile anche in versione Kindle

Scelta l'ambientazione militare, ammetto che per una infarinatura sulle tecniche di combattimento ho trovato utili le agili 168 pagine di Softair. Manuale tattico-sportivo scritto da Fabrizio Bucciarelli ed edito da Edizioni Mediterranee (in versione Kindle). 

Poi mi sono chiesto come si potesse muovere in un ambiente ostile un uomo solo. E leggendo le 254 pagine del volume di Enzo Maolucci e Alberto Salza intitolato Surviving. Istruzioni di sopravvivenza individuale e di gruppo, edito da Hoepli (qui in versione kindle), ho scoperto che molte cose che pensavo sulla sopravvivenza erano false. Ci sono delle priorità che questo saggio mi ha aiutato a mettere nel giusto ordine.

Quando ho pensato alle straordinarie facoltà degli alieni di prevedere le mosse degli umani, mi sono ricordato di aver letto in passato un articolo di Felice Cimatti, Nei neuroni-specchio il riflesso sociale della natura umana. Incontro con Vittorio Gallese, pubblicato su “Il manifesto” del 22 giugno 2005.

Ma per irrobustire la citazione che ho fatto del tema, ovvero per essere certo che quelle poche righe in cui cito i neuroni specchio non dicessero fesserie, ho letto anche le 300 pagine di Il mito dei neuroni specchio,  scritto da Gregory Hickok ed edito da Bollati Boringhieri (anche in versione Kindle).

Avevo bisogno di un vero cattivo nella storia. Un torturatore che scoprisse i dettagli della fisiologia aliena allo scopo di distruggerli. La figura del Dottor Mengele è emersa dai miei ricordi. È cominciata una immersione totale nel tema, anche piuttosto disturbante, con la lettura di testi come: Sono stato l'assistente del Dottor Mengele di Miklós Nyiszli (Delta Edit, 192 pagine); Mengele. L'Angelo Della Morte In Sudamerica, di Jorge Camarasa (Garzanti, 144 pagine); Uno Psicologo Nei Lager, Viktor E. Frankl (Edizioni Ares, 160 pagine); I medici dei lager. Volume 2. Joseph Mengele. L'incarnazione del Male di Philippe Aziz (Res Gestae, 256 pagine).

La rilettura delle 100 pagine di Enemy Mine, storico racconto di Barry Longyear, nella sua versione originale edita da Tor Book (in versione Kindle), mi ha permesso di perfezionare la citazione che volevo inserire. 

Ve lo dico sinceramente, siete in molti ad aver trovato l'analogia, ma a District 9 non ci ho pensato per niente mentre scrivevo il racconto. Non è improbabile che il bel film di Neill Blomkamp si sia inserito in modo subliminale nel racconto, perché è comunque parte del mio immaginario, ma mi piace pensare che abbiamo attinto entrambi a una fonte comune, ovvero alla voglia di creare una metafora su come "il diverso" possa diventare "il nemico" se accolto con odio.

Riepiloghiamo

Ho indicato la quantità delle pagine non a caso. I libri letti sommano 1128 pagine. Ho calcolato a spanne di aver letto, e studiato, oltre due milioni e mezzo di battute (spazi compresi), per distillare i contenuti necessari a documentare, a dare supporto e credibilità, a un racconto di circa 50.000 battute nella sua prima stesura. E potrei anche non esserci riuscito fino in fondo. Il giudizio spetta ai lettori.

Quello che ritengo certo è che scrivere sia un lavoro a perdere. Tante parole ti entrano in testa, tanti concetti anche belli e interessanti. Anche se giustamente non ci sarà spazio per tutte le parole e tutti i concetti nella storia che racconterai, va bene così. La lettura e la successiva scrittura ti hanno arricchito di stimoli che non è detto che non possano tornarti utili in futuro.

Quindi, per favore, non ditemi che siete troppo impegnati a scrivere per leggere, perché non funziona così. Credetemi sulla parola.

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