Scritti, impressioni, opinioni.

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Tante cose da dire, ma non posso

Ci sono tante cose che vorrei scrivere.

Per ora posso solo dire che sta arrivando un'iniziativa editoriale la cui uscita mi rende molto felice. Scaramanzia vuole che non si debba rivelare troppo, pertanto vi lascio questa foto, come piccola anticipazione.

santa radegonda centrale milano

Lapide commemorativa della centrale elettrica di Via Santa Radegonda, Milano.

L'abito non fa il monaco

Le storie che possono capitarti aspettando l'autobus sono quasi sempre abbastanza comuni.

Ogni tanto capita di soccorrere qualcuno che sta male, o di sentire di qualcuno che è stato derubato, o di essere tu stesso derubato.

Cose che capitano. Si dice.
Stamattina invece mi è capitata una scena che mi ha sorpreso, e non poco.
Mentre aspettavo uno dei due autobus che mi portava al lavoro, si è avvicinata una ragazza che sembrava avere origini indiane o di quelle parti dell'Asia, relativamente limitrofe. Onestamente non so distinguere un indiano da un pakistano o da uno shrilankese da un solo sguardo.

La ragazza mi ha chiesto se avessi visto un cellulare lì alla fermata, dove erano presenti anche due studenti e una "sciura" abbastanza ben vestita.
Non vedendo il cellulare da nessuna parte, e visto che la ragazza mi ha espresso la sua preoccupazione perché nella scheda del telefono c'erano i contatti delle signore da cui lavorava a servizio, ho preso l'iniziativa di chiederle il numero per fare squillare il telefono.

Immediatamente la suoneria ha squillato. La provenienza non si è però chiarita finché la "sciura" non ha detto "devi averlo tu nella borsa, guarda meglio", ed è schizzata su un autobus che, per sua fortuna, è passato in quell'istante.
Appena è salita sul bus lo squillo si è perso in lontananza, lasciando stupefatti me, la ragazza e i due studenti.

Che dire. Non so quanto valesse il telefono, ma da quanto mi ha raccontato la ragazza, la cosa più preziosa erano i contatti di lavoro.
Non ho molte parole a questo punto. Mi affido a chi ha saputo esprimere meglio di me un simile sconcerto.

 

Il Magazzino dei Mondi 2

Il Magazzino dei Mondi 2Ogni tanto scrivo qualcosa di narrativo anche io. Poco, quasi con il contagocce.

Questa volta vi parlo di Grado di appartenenza, un racconto di fantascienza che non ho scritto di getto, tutt'altro. Se volete leggerlo e giudicarlo senza pietà, insieme ad altri 199 racconti brevissimi di fantascienza, il volume Il magazzino dei Mondi 2, è già disponibile per la prenotazione sul Delos Store.

Intanto, giusto per soddisfare il mio ego, vi posto l'incipit, pubblicato a suo tempo per partecipare alla selezione, sul forum della rivista Writer's Magazine.

 

Il capitano Winters corse a perdifiato lungo il campo che separava l'improvvisata trincea dalla presunta postazione nemica.
Un lampo bianco rese il cielo accecante.
Il capitano Dike raggiunse la postazione nemica. Si trovo davanti un ufficiale tedesco, che gli apparve troppo giovane per il suo grado.
Sparò.
Il sergente Winters alzò il braccio. La compagnia emerse dal fossato.
Lampo bianco.
Il capitano Winters guardò il sergente nemico a terra.
Sollevò lo sguardo sull'accampamento. Almeno due battaglioni si stavano preparando a rispondere al fuoco. Più uomini del previsto.
Sparò ai primi che ebbe sotto tiro.
– Baionette
Gli uomini del plotone eseguirono senza una parola.
Lampo bianco.
Il capitano Winters prese la radio.
- Easy Beaver a Easy Minor, fuoco di soppressione sul giallo. Più uno, colpo tre! Alzo 200, sinistra 100.
Dopo qualche secondo la postazione nemica fu circondata da esplosioni.

[...]

Il meccanico quantistico in ePub

stealth-947d58595850e1144d54658c873d4b0bDa oggi, terminato il periodo di esclusiva su Amazon, Il Meccanico Quantistico approda in formato ePub. Sempre NO DRM ovviamente.

Il seguito e ampliamento delle vicende arriverà. L'idea iniziale di un ciclo di racconti si sta evolvendo in qualcosa di più ampio respiro. Arriverà presto anche la versione in lingua inglese, per saggiare il terreno del mercato internazionale.

L'epub è acquistabile cliccando sul banner a destra oppure in vari store online.

Los Conectivistas La vanguardia italiana

Lo confesso, non so dire in due parole cosa significhi il Connettivismo. Preferisco la mia versione tautologia della definizione, ossia che Connettivista è chi il Connettivista lo fa. Il movimento ha un suo manifesto, e vari luoghi in rete dove i connettivisti parlano di se stessi e di quello che fanno loro e gli altri. Anche questo blog è in realtà uno di questi luoghi.

Qualche tempo fa Giovanni Agnoloni ha posto un paio di domande a tutti i connettivisti per una intervista collettiva per una rivista online chiamata otroLunes.
L'intervista completa, in lingua spagnola, la trovate a questo link.

C'è un po' di gente simpatica che risponde alle due domande, non cialtroni come il sottoscritto. In ogni caso, visto che il testo originale in questo caso ce l'ho, se vi scocciasse affidarvi a google translate per sapere che fesserie ho detto in lingua italiana, vi riporto di seguito le mie risposte.

 

Domanda A: a che cosa ti stai dedicando, in questo momento?
L'occupazione più totalizzante è il sito FantasyMagazine (www.fantasymagazine.it), di cui sono curatore e per il quale scrivo almeno un articolo al giorno. Continuo la corsa della mia rubrica sui fumetti digitali, Nuvole di Pixel, per NeXT, l'organo ufficiale del connettivismo e le altre collaborazioni: articoli scientifici e fantascientifici su www.fantascienza.com, interventi estemporanei su www.carmillaonline.com, www.thrillermagazine.it, Robot, Next-Station.org.
Cerco anche di mandare avanti i miei progetti narrativi, con il seguito de Il meccanico quantistico, racconto breve che nella sua prima versione è stato candidato al Premio Italia e che nella versione eBook ha avuto una ottima accoglienza su Amazon, tanto da stimolarmi a proseguire la serie.
Poi ancore letture, ricerche per prossimi racconti e la stesura infinita di un romanzo. Troppa carne al fuoco? Non so, non riesco a stare con le mani in mano. C'è tanto da scrivere e così poco tempo...
Domanda B: come vedi il Connettivismo, oggi?
Oggi come ieri, il Connettivismo è un aggregatore di esperienze e condivisioni. Un social network ante litteram, anzi pro-litteram che pur senza essere strutturato (non esiste "IL" sito ufficiale o una aggregazione come una pagina FB) è un organismo vivo e pulsante, autodefinente man mano che si sviluppano le proposte che nascono dal "basso".
In realtà ritengo che anche il mio concetto di "proposte dal basso" sia improprio. Tentare di definire Connettivismo con le coordinate consuete è come cercare di descrivere il volo aereo nello spazio. I concetti di "alto", "basso", "sù", "gù", non sono applicabili.
Le proposte arrivano e partono da tutte le direzioni. Non c'è un centro decisionale in questa aggregazione, ma tanti attrattori, tante singolarità.
Questa attualmente è la fonte della sua maggiore forza.

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