Vi segnalo questo bellissimo cartone.
Recensioni, film, commedia
Dick e Jane - Operazione furto
diretto da Dean Parisot
Il film, del 2005, è il remake di Non rubare se non è strettamente necessario (1977) diretto da
Ted Kotcheff e interpretato da Jane Fonda e George Segal, attualizzato agli anni del flop della new economy. Infatti parla di un giovane manager, di quelli che negli anni 80 si chiamavano "rampanti", che perde il lavoro a causa del tracollo della sua società. Il manager è un misurato Jim Carrey, qui forse meno esplosivo che in altri ruoli. Sua moglie è interpretata da Tea Leoni. Unattrice che forse meritava migliore fortuna. Oppressi dai debiti i due si dedicheranno al crimine, salvo poi scoprire che la bancarotta della società era ovviamente fraudolenta, e quindi architetteranno un piano per vendicarsi del proprietario dellazienda, il solito monoespressivo Alec Baldwin. Il film ha i ritmi giusti e non annoia. Oltretutto mostra con leggerezza alcune serie problematiche. Come limmigrazione clandestina. Paradossale ma plausibile la scena dove Carrey viene scambiato per chicano e si introduce clandestinamente nel suo paese! Lalchimia tra i due interpreti scatta subito. Cosa questa fondamentale in una commedia. Anche il ritmo non cala mai. I tempi sono quelli giusti.
Un ora e mezzo spensierata ma non per questo banale. Dove il sogno americano viene messo alla berlina. Non cè senza la pretesa di fare un film sociale, alla Loach per intenderci, ma comunque il risultato è graffiante. Geniali i titoli di coda, con le dediche finali ai manager di Enron e Worldcom!
Ted Kotcheff e interpretato da Jane Fonda e George Segal, attualizzato agli anni del flop della new economy. Infatti parla di un giovane manager, di quelli che negli anni Un ora e mezzo spensierata ma non per questo banale. Dove il sogno americano viene messo alla berlina. Non c
La terza C è uno dei miti della mia adolescenza. Per forza di cose. CCiao Zampetti! Andare in Paradiso e pedalare!
La settimana sembra cominciare con buoni auspici. Un altro mio racconto figurerà in
una antologia, accanto a nomi interessanti. Non mancherò di scriverne più avanti.
Una storia sta urlando per essere raccontata. Non è di fantascienza. La definirei un noir di formazione. In parte autobiografico. Sarà meglio che non la ignori, rischia di dilaniarmi dallinterno. Prosegue la lettura di American Gods. Gaiman è un genio, lho sempre pensato, sin da quando leggevo i suoi fumetti. E lo confermo anche per questo libro, del quale parlerò appena lo finisco. Più tardi (o domani ?) scriverò di un film che ho visto ieri sera, una commedia senza molte pretese in apparenza, ma che poi diventa niente affatto banale.
una antologia, accanto a nomi interessanti. Non mancherò di scriverne più avanti.Una storia sta urlando per essere raccontata. Non è di fantascienza. La definirei un noir di formazione. In parte autobiografico. Sarà meglio che non la ignori, rischia di dilaniarmi dall