Emanuele Manco

Scritti, impressioni, opinioni.

banner4_blog Vi segnalo questo sito. Spero che non rimanga un effimero rigurgito. Spero che il vostro slancio non si perda. Cè voluto coraggio a partire. Ma ce ne vuole tanto a rimanere.

O mamma mia! Quanto tempo che non bloggo! Le vacanze pasquali mi hanno stroncato la carriera?
Andiamo con ordine. Devo concludere un ciclo... 🙂
Le avventure di un coglione
Il viaggio di andata non presenta particolari insidie. Sveglia presto. Check-in veloce. Cambio di aereo a Fiumicino. In tarda mattinata arrivo a Palermo senza storie avventurose da raccontare. La mattina successiva espleto la formalità senza particolari patemi. Al seggio non cè praticamente nessuno. La mattina presto i palermitani si dirigono giustamente verso il mare, per votare cè tempo. Il tempo di mettere un paio di croci ed esco tranquillo.
Il resto della giornata è privato.  La domenica scorre tranquilla.  Lunedì mattina mi sveglio prestissimo per poter prendere il volo delle 6.15.
Alle 4:30 del mattino esco in balcone per cercare di intuire la temperatura esterna. Un muro di calore quasi mi respinge. Sarà giornata di scirocco a Palermo.  Lo scirocco avvolge lauto che mi accompagna allaeroporto. E mi comincia a preoccupare. Le raffiche sono veramente forti. Ma a Palermo lo scirocco è di casa. A Punta Raisi in simili casi si parte da una pista orientata in modo da non disturbare il decollo. Espletata la formalità del check-in mi avvio fiducioso allimbarco. Ma di chiamate non si parla. Si arriva alle 6.15, orario previsto di decollo e nulla si sa. Sul display allimprovviso compare un orario : ore 8:00. Causa avverse condizioni meteo la partenza ritarda. E un contrattempo seccante. Ma ci vuole pazienza. Nel frattempo le altre compagnie annullano i voli. Il brusio di sottofondo aumenta. Alitalia non ci degna di una informazione che sia una. Le otto arrivano. Ma di imbarcarsi non se ne parla. Il banco informazioni è assediato da passeggeri inferociti. Ma nessuno sa nulla. Alle 9.00... Miracolo! Ci imbarchiamo. Non pare neanche vero. Che il vento sia calato? Da "radio aeroporto", ossia il tam tam dei passeggeri, scopro che la pista usata normalmente in caso di scirocco è in manutenzione! Bel periodo per manutenzionare una pista, proprio a ridosso delle partenze elettorali e pasquali. A bordo il comandante annuncia che attende che il vento cali. Praticamente ci ha fatti imbarcare sperando che, calando il vento, si possa approfittare del momento e decollare! Come al solito in Italia ci affidiamo allo stellone! Lo stellone in questione invero è addormentato. Infatti passa invano un ora e mezza. Niente da fare. La stessa sconsolata voce del comandante ci annuncia che il volo è cancellato! Disastro. Giornate di lavoro in fumo, coincendenze per stati esteri che saltano, visite mediche da rinviare. Ogni passeggero ha una sua storia.
Lunica cosa che ci tocca fare è metterci in fila alla biglietteria alitalia e sperare di poter partire, che so, più tardi o da un altro aeroporto.
La mia fila comincia verso le 11.00. Quella alitalia è lunica biglietteria assediata. Altre compagnie hanno organizzato partenze da Trapani o Catania. Alitalia no. La fila è enorme e lemme lemme. Di tre sportelli ne è aperto solo uno. Almeno allinizio. Man mano che le ore passano la rabbia cresce. La file progredisce leeeentamente. Gli altri sportelli vengono aperti "gradualmente". Verso le 15 guadagno la biglietteria. Nel frattempo ho perso un paio di voli! Infatti verso la tarda mattinata il vento è poi calato e gli aeromobili hanno ricominciato a volare. Mi viene prospettato un volo alle 17.25 per Linate. Accetto sconsolato. Non ne posso più. Limportante è partire!
Cera anche un volo alle 17.10 per Malpensa. Per un attimo soppeso la possibilità di prendere quel volo. Ci rinuncio subito. Malpensa è più lontano di Linate. Per cui non guadagnerei nulla dal partire 15 minuti prima. I fatti mi danno ragione subito. In realtà il caos del mattino ha fatto slittare molti orari. Per cui lorario di partenza reale di quel volo non sarà le 17.10,  bensì le 18.05. Il volo per Linate invece parte regolarmente. Non mi pare neanche vero. Alle 18.45 circa lareo tocca terra. Il coglione è finalmente tornato a casa. La sua Milano lo accoglie con diluvio, ma limportante è essere rientrato.

Le avventure di un coglione


La mattina successiva mi alzo presto. Invero non prestissimo. Difficile la mattina sottrarsi allabbraccio di Morfeo. Arrivo alla stazione alle sette del mattino. Il biglietto è il numero 509. Credo abbiano ricominciato dal numero 500, in quanto sul display leggo 506. In effetti attendo pochi minuti. Ma non sono fortunato con il treno. Non ci sono posti liberi sui treni a prenotazione obbligatoria, quelli con un minimo di comfort. Lunico treno libero assomiglia ad un treno bestiame. 20 ore di viaggio. Praticamente scenderei a Palermo solo per votare e riprendere subito il treno. Sono tanto pazzo? Lo sarei pure, ma decido di fare una pazzia ancora più grande e opto per laereo. Comodamente seduto al pc prenoto i voli per Palermo a prezzo pieno, sconti per chi viaggia in aereo non ne sono previsti. E le tariffe sono salate, mi posso dimenticare i low cost.
Ma limpegno morale ormai è preso. Il viaggio non sarà diretto. Dovrò fare scalo a Roma, ma almeno sarò sabato nelle mia città. Potrò godermi un poco la  mia famiglia, compiere il mio dovere e tornare al lavoro a Milano.
Lavventura del voto mi attende.
(2 - continua)

Le avventure di un coglione

Non avrei mai pensato che volere votare per le politiche si sarebbe rivelato unavventura.
Appurato che in aereo sconti non ce ne sono, scopro che con trenitalia si può viaggiare con lo sconto del 60%. Bene! Vado speranzoso sul sito di trenitalia per acquistare il mio biglietto ferroviario. Scelgo il treno, scelgo il posto, clicco su acquista. Ma lo sconto del 60% come lo seleziono?
Mi rileggo bene il regolamento. Scopro che per ottenerlo mi devo prostrare alla biglietteria di trenitalia. Non potrei dichiarare sotto la mia responsabilità di essere in possesso dei requisiti, salvo poi essere multato sul treno se ne risultassi sprovvisto? Non sia mai!  Non sarebbe più pratico? Ma quando mai...
E inutile che trenitalia ci definisca clienti, per loro siamo dei sudditi.
La prova della mia ultima affermazione la trovo quando mi reco alla stazione centrale di Milano per il biglietto. Non sia mai che da qualsiasi biglietteria si possa fare qualsiasi biglietto! E no... troppo facile. Infatti di decine di biglietterie solo 3, dico TRE, sono dedicate alla prenotazioni, tutte le altre sono dedicate ai treni in partenza nella stessa giornata. Inutile appellarsi alle biglietterie self-service.  Vale lo stesso principio del sito internet. Non posso ottenere lì lagognato sconto. Mi reco speranzoso alla biglietteria est. Premo il pulsante del distributore automatico di numeri per il turno. Ore 18.58. Numero 365. Numero sul display in alto : 98! .... Mi guardo in giro. Cavoli ci saranno una cinquantina di persone in tutto! Dove sono queste 266 persone prima di me?
La biglietteria chiude alle 20.40, anche in presenza di pubblico in sala. Mi metto rassegnato ad attendere. Riuscirò nellimpresa? Spero nel fatto che molti abbiano abbandonato. La triste verità è un altra. Se è pur vero che ogni tanto i numeri sembrano scorrere a decine. E anche tristemente vero che molti prendono il numero, si fanno una passeggiata e poi tornano! Mi seggo su di una panchina a leggere. Il tempo passa. Si conversa tra vicini di posto. Siamo proprio in tanti noi coglioni che vogliamo andare a votare. I numeri scorrono lenti. Riprovo con la macchinetta self service... non sia mai che.. Ma quando mai. Il mio treno è prenotabile solo in biglietteria. Ci ho provato. Alle 20.20 siamo ancora al numero 226. Inutile farsi illusioni. Rimango solo per vedere come va a finire. Alle 20.35 le impiegate allo sportello sono in disarmo. Cominciano ad abbassare le tendine. Un altoparlante annuncia che "alle 20.40 lo sportello chiuderà anche in presenza di pubblico in sala". Spuntano da chissa dove due agenti di polizia.  A Palermo avrei immaginato le solite proteste di coloro che chiedono sempre "un eccezione". A Milano non è così.  Meglio. Alle 20.40 la stessa voce annuncia che lo sportello chiude e che avrebbe riaperto alle 6.00 del giorno dopo. Ordinatamente il pubblico presente, una quarantina di persone in tutto, si dirige fuori. Domani si ricomincia.
Noi coglioni siamo ostinati.
(1 - Continua)

Venerdì sera affronterò 16 ore di treno per esercitare il mio diritto di essere un coglione.orgogliocoglione3vc

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