Condivido con piacere due video di una web serie la cui produzione è in itinere, ma promette di diventare molto interessante. I due video sono da considerarsi una sorta di "openbeta", e i creatori sono più che lieti di ascoltare suggerimenti e indicazioni.
E' stato pubblicato il booktrailer di 365 racconti sulla fine del mondo, antologia edita da Delos Books, nella quale è presente il mio racconto "Per sempre giovani". Il video è stato realizzato da Simone Luchini.
Arriva in edicola il primo volume della ristampa dei romanzi di Chance Renard, alias Il Professionista, scritti da Stephen Gunn, pseudonimo di Stefano Di Marino.
La prima uscita presenta due romanzi: Le Origini e Raid a Kourou.
Devo dire la verità, sono contento di questa riproposta, che sottrae dal limbo degli arretrati i romanzi di Di Marino. Trovo che sia una ghiotta occasione per sollazzarsi con romanzi che, senza altra pretesa che quella di intrattenere, hanno il pregio di essere ben costruiti e di lettura avvincente. Stefano Di Marino è un "contastorie" professionista come pochi ce ne sono in giro, che non prende in giro i lettori, dei quali ha sempre avuto rispetto. Molto più di tanti "letterati". Se questi sono i "cialtroni" che scrivono letteratura di serie B, me li tengo stretti perché sono molto più onesti di tanti "titolati" di una presunta serie A. Non ci sono trucchi e scorciatoie nelle vicende di Chance Renard, nessuno effetto speciale che non sia quello di una solida narrazione, con tutti i tasselli al proprio posto. Luoghi esotici ben documentati, attenzione alla verosimiglianza di ogni particolare fanno onore a un narratore che da anni è una delle colonne portanti di Segretissimo. C'è da divertirsi con Il Professionista, credetemi. Per letture più "impegnate" e "impegnative" c'è sempre tempo, dopo una piacevole pausa durante la quale allacciare le cinture e farsi trascinare dal ritmo incalzante dell'azione. Buona lettura.
Le sinossi
Tornano, a cadenza quadrimestrale, tutte le avventure del Professionista, a partire dalle origini e con romanzi inediti scritti appositamente per colmare le lacune nella storia di una vera leggenda di Segretissimo. Avventura, azione, spionaggio, esotismo ed erotismo. Chance Renard, il Professionista. Agente di ventura, impegnato in ogni angolo del mondo in missioni impossibili contro nemici sempre più feroci, sempre più letali. Al suo fianco donne troppo belle e troppo pericolose. E una sola regola: nessuna regola.
LE ORIGINI
Subito nei guai. Chance Renard lo sapeva che non sarebbe dovuto tornare in Francia, anche se da certi fatti sono trascorsi ormai cinque anni. Un’innocente rimpatriata con un vecchio compagno d’armi è la scintilla che innesca una catena di eventi incontrollabili. Fino alla scoperta di un passato che lui stesso ignorava.
RAID A KOUROU
Accusato ingiustamente dell’omicidio di un commilitone, Chance Renard è costretto a disertare dalla Legione Straniera. Dietro il diabolico piano organizzato per incastrarlo c’è la mente criminale del Marsigliese, e ora Chance, per salvarsi, ha una sola opzione. Accettare una missione impossibile nel cuore della foresta amazzonica.
Fonte (Blog di Segretissimo)
Piccola autopromozione. Ho partecipato alla selezione dell'antologia 365 Racconti sulla fine del mondo, effettuata sul forum della rivista Writer's Magazine, e il mio raccontino Per sempre giovani, è stato giudicato idoneo. Lo trovate alla pagina del 10 maggio, giorno del mio compleanno. Ho scaramanticamente pensato che se il mondo deve proprio finire, che lo faccia il giorno del mio compleanno, così faccio conto pari.
Nell'antologia, curata da Franco Forte, ci sono molti validi professionisti della scrittura, nomi noti e meno noti, esordienti o quasi come il sottoscritto. Non voglio fare un torto cominciando a citare nomi, rischio di dimenticare tanti. Però ci tengo a segnalare un piccolo ma importante (per me!) gruppo di miei compagni di avventura, ossia quei redattori di FantasyMagazine, che come me hanno partecipato alla selezione e sono stati ritenuti idoenei: Bruno Bacelli, Francesco Coppola, Cristina Donati, Pia Ferrara, e Juri Villani. Non me ne vogliano gli altri.
Ho un rapporto controverso con la scrittura narrativa. Non che non abbia qualche prova del genere al mio attivo, ma non sempre ho il tempo necessario per scrivere racconti. Soprattutto perché non riesco francamente a non essere molto esigente con quello che scrivo. Forse anche il fatto di non scrivere "sotto scadenza" mi fa stare in una condizione di "cantiere perenne" nella quale tutti i miei scritti non sono mai veramente finiti, ma solo abbandonati. Quando scrivo redazionali ho l'obbligo di consegnarli e pubblicarli, ma se rivedo quanto ho scritto dopo tempo, ho sempre la tentazione di rimetterci mano. Ma l'attualità incombe, e devo passare ad altro. Meno male dico.
Nella sezione Racconti di questo blog ci sono alcuni esempi di quello che la mia mente ha partorito in questi anni. Quest'anno uscirà un'altra antologia chiamata Stirpe Infernale, con un mio racconto urban fantasy, intitolato I diavoli della Zisa. Ve ne parlerò più avanti.
La quarta di copertina di 365 Racconti sulla fine del mondo
Dopo il clamoroso successo di 365 racconti erotici per un anno e di 365 racconti horror per un anno, 365 autori. 365 racconti. 365 possibili fini del mondo.
Sarà vero quanto predetto dai Maya e dai peggiori presagi catastrofisti?
E come reagiremo, tutti noi, alla fine imminente?
Un po' ridendo, un po' scherzando, un po' facendo maledettamente sul serio, 365 scrittori hanno provato a dare la loro interpretazione della fine del mondo, dipingendo ciascuno uno scenario mozzafiato, che dovrebbe farci riflettere tutti.
Dopo il successo delle precedenti antologie della serie "365", nasce una nuova sfida all'apparenza irrealizzabile: descrivere tutte le possibili fini del mondo in racconti da 2000 battute ciascuno.
Niente spazio per le spiegazioni macchinose, per gli struggimenti inutili e per le emozioni diluite nella ricostruzione di scenari e contesti possibili.
Qui i lettori troveranno 365 brevissime e micidiali idee su come potrebbe davvero finire tutto, 365 sferzate che non vi daranno respiro e che vi faranno tremare le gambe.
Leggere per credere.
AA.VV, 365 Racconti sulla fine del mondo
a cura di Franco Forte
Delos Books - Collana Atlantide - Pag. 376 - € 14,90
ISBN: 9788865302057

Princess Arete (Arîte hime, Giappone 2001)
Regia: Sunao Katabuchi
Sceneggiatura: Sunao Katabuchi (dal romanzo di Diana Coles).
Voci: Houko Kuwashima, Tsuyoshi Koyama, Minami Takayama
Musiche: Akira Senju
Prodotto da Studio 4°C
Durata: 105'
Princess Arete comincia come una interessante variazione sul tema della principessa nel castello.
All'inizio della storia è rinchiusa nella sua torre. C'è una gara nel suo regno per aggiudicarsi la sua mano. Cavalieri da ogni dove tornano con magici manufatti, nella speranza di trovare quello che li rende degni di essere sposi reali.
Sin da subito ci accorgiamo che qualcosa non va. Arete non attende passivamente che il principe azzurro arrivi a bussare alla sua finestra, anzi, tramite un passaggio segreto compie frequenti gite fra la gente “normale”, affamata di vita reale e non “Reale”.
Ma queste fughe non sono l'unico elemento a non essere “canonico” nel film. Chi sono i misteriosi personaggi che sembrano fare collezione dei manufatti magici? E qual è in realtà l'origine di tali manufatti?
Stufa delle attenzioni degli invadenti pretendenti, incurante e riottosa verso il suo “destino”, Arete progetta la fuga, quando arriva al castello uno stregone, avanzante anch'egli la richiesta di sposare la ragazza.
La richiesta di matrimonio si rivelerà un inganno, una scusa per rapire la ragazza e imprigionarla in un altro castello, un'altra torre.
Stavolta per la giovane sarà più difficile sfuggire, a causa di un sortilegio gettato dallo stregone.
Lo scoprire un modo per fuggire sarà l'occasione per Arete di comprendere il proprio posto nel mondo, e allo stesso tempo di rivelare il mistero dell'origine dello stregone e dell'antica civiltà a cui appartiene.
Il film è tratto dal romanzo del 1983 The clever princess di Diana Coles, che ebbe molto successo in Giappone, dove ne sarebbe apprezzata la vena femminista. Uso il condizionale perché ho cercato il romanzo, ma risulta esaurito da tempo e non sembra che sia mai stato tradotto in Italia. Ho però trovato riscontri in merito alla fama del romanzo in giappone a questo link.
La trama del film è cambiata in modo sostanziale da quella originale, soprattutto perché il regista Sunao Katabuchi, quando ha assunto la direzione del progetto, si sentiva a disagio nel raccontare una storia femminista da un punto di vista maschile, e quindi si è concentrato su temi più generali come l'individualismo, il rispetto , la diversità. Della trama originale rimangono quindi solo il tema della principessa nella torre inseguita da pretendenti, e il mago malvagio che la porta via.
La vicenda del film affronta diverse tematiche, partendo da una ambientazione apparentemente canonica della fantasy, per sfiorare la fantascienza apocalittica.
Arete nelle sue fughe ammira gli artigiani, capaci di forgiare il metallo e creare oggetti concreti, mentre i suoi cortigiani raccolgono manufatti magici, resti di una perduta civiltà, di cui sono incapaci di comprendere il funzionamento. Come accadrebbe se un televisore capitasse in mano a una ipotetica civiltà post-atomica.
Il tema ricorre nell'incontro di due personaggi, prima un misterioso mago e poi lo stregone che la rapisce. Sopravvissuti all'epoca delle macchine, la loro aspirazione è scoprire il segreto dei loro progenitori. Sono la dimostrazione che una conoscenza troppo avanzata è del tutto inutile senza la maturità per gestirla. La metafora è resa più esplicita quando si rivela che i due personaggi, immortali, in realtà sono rimasti dei veri e propri bambini.
La crescita di Arete è poi resa esplicita in modo visivo, mostrandola all'inizio come una bambina. Può suscitare sorpresa vederla oggetto di attenzioni sessuali, ma intanto c'è da ricordare che tuttora nel mondo esistono culture nelle quali le donne vengono promesse già in età prepuberale, se non da bambine.
Il primo passaggio di stato, dovuto alla magia dello stregone, la trasforma poi in una donna, facendole perdere però il gusto per la vita, e rendendola quasi rassegnata al suo ruolo di donna oggetto, di “principessa nella torre” cupa e malinconica, senza entusiasmo per la vita.
Nel caso di Arete però gli autori parteggiano evidentemente per lo stato bambinesco come ideale, visto che quando si libera dall'incantesimo riprende questa forma, come simbolo estremo di vivacità intellettuale.
Non è velato l'incitamento alla ribellione a qualsiasi condizione che non sia voluta. Una donna può accettare di essere una moglie, ma per la consapevolezza di volerlo, non per ruolo predestinato.
Dello Studio 4°C sono più conosciuti in occidente gli Animatrix, i cartoon inseriti nell'universo narrativo dei film dei fratelli Wachowski. Gli appassionati di animazione giapponese li conoscono anche per Tekkonkinkreet – Soli contro tutti, Mind Game, Spriggan, e le serie Memories e Genius Party.
Stilisticamente il film è più vicino alla poetica di Miyazaki, lontanissimo da opere digitali come Rapunzel della Pixar, o Shrek della Dreamworks, che però al film di Sunao Katabuchi sembrano debitori nella rottura degli stilemi della fiaba. Le sfumature di colore virano verso i pastelli, quando non verso il buio.
Da un punto di vista narrativo il film poi non vibra di azione, lasciando moltissimo della evoluzione della vicenda al dialogo. Non è un film dal ritmo veloce e in alcuni momenti si ha l'impressione che i 105 minuti siano tantissimi. In realtà forse il finale della storia, la parte in cui Arete è in missione per conto dello stregone Boax, sembra risolto troppo in fretta.
Pur tuttavia i meriti sono più dei demeriti. Il premio per la pazienza nel seguire il film è una serie di spunti di riflessione, che non lasciano lo spettatore per come lo ha trovato.
Riferimenti
Wikipedia
http://en.wikipedia.org/wiki/Princess_Arete
Sito ufficiale del film
http://www.arete.jp/arete
Il film su Imdb
http://www.imdb.com/title/tt0306474/
The Reception and the Adaptation of Diana Coles’ The Clever Princess in Japan
https://qir.kyushu-u.ac.jp/dspace/bitstream/2324/18365/1/p131.pdf
Il film in streaming (sottotitolato in italiano)
http://www.ptpfansub.com/ptp/ptp.php?page=streaming_video&video=13