una proposta di finanziamento. Condizione necessaria e sufficiente, posta dal finanziatore, è che Jacob si rechi personalemente in Danimarca per incontrare di persona il misterioso filantropo. Tornato in Danimarca Jacob verrà a conoscenza di cose che sconvolgeranno la vita sua e delle persone che incontrerà. Il film toccherà i toni del melodramma, ma con uno straordinario senso della misura. Merito di un ottimo cast, nel quale spicca sicuramente Mads Mikkelsen, interprete del tormentato Jacob, ma non demerita nessuno.Il territorio è di quelli pericolosi. Il melodramma è sempre a rischio di luoghi comuni e stereotipi. Ma la regista Susanne Bier riesce a fuggire dalle banalità. Un occhio attento ai piccoli particolari, ai giochi di sguardi, riesce a condurci tranquillamente per tutto il tempo della visione nelle vite dei personaggi. Riesce a farci spettatori con assoluta naturalezza dei loro piccoli e grandi drammi. Un ottima prova di cinema delle persone vere, delle vite vere.
Bond is Back. Una sequenza in bianco e nero ci introduce al nuovo film su James Bond. E
In un film sui prestigiatori nulla, ovviamente, è come sembra. I fratelli Nolan questa volta ci catapultano in una atmosfera ottocententesca molto fantasiosa, debitrice sicuramente allo steampunk.
Credo di aver visto pochi film che rifuggano la retorica più di questo. Il trailer assolutamente fuorviante mi aveva portato a pensare che si trattasse di qualcosa di simile a "Micheal Collins" di Jordan. Invece Ken Loach dimostra sempre più di avere senso della misura. Riesce sempre a fermarsi un attimo prima di diventare troppo retorico, o troppo melenso o troppo violento. Il film narra le vicende che portarono all
