Emanuele Manco

Scritti, impressioni, opinioni.

Film: Le vite degli altri

Recensioni - Drammatico

Le vite degli altri

Regia di Florian Henckel von Donnersmarck

Berlino Est, 1984. La caduta del muro non sembra affatto imminente. La polizia segreta, la Stasi, controlla le vite di tutti coloro che ritiene essere nemici dello stato  socialista. Con qualsiasi mezzo sia ritenuto necessario. Il capitanolocandina Wiesler è uno dei migliori in quello che fa. Ma quello che fa è disgustoso. Applica alla lettera i protocolli dinterrogatorio. Ed è abituato a ottenere dai suoi interrogati la confessione. Lincarico che gli viene affidato, quello di tenere sotto sorveglianza  il commediografo Dreysman, sembra di normale routine. In realtà il ministro della cultura vuole concupire lattrice Christa-Maria Sieland, compagna del commediografo. Per fare ciò ha dato incarico al superiore di Wiesler di cercare prove della  infedeltà al regime di Dreysman a qualsiasi costo, mediante una intensa sorveglianza.
Ma Wiesler non è un "cattivo", in realtà è solo un burocrate, un uomo convinto di fare il proprio dovere. Spiando Dreysman intuisce la verità e diventa compartecipe delle vicende che lo coinvolgono. Scoprirà il significato dellamore e della bellezza dellarte e della poesia. Questo lo porterà ad abbandonare il suo ruolo di muto osservatore delle vite dei sorvegliati, assumendo un ruolo attivo nella lotta per la giustizia e la verità.
Sarà una lotta impari, il cui risultato non è scontato. La vittoria finale di Wiesler, Dreysman e di tutti gli oppositori del regime arriverà, e questo lo posso dire senza rivelare nullaltro del film, arriverà il giorno della caduta del muro.  A prescindere dallincerto esito della battaglia che vede coinvolti i protagonisti del film, la guerra sappiamo già chi la vincerà.
Ma questa retrospettiva ci aiuta a capire come sia stata vinta. La somma di tante piccole storie, compone poi la grande "Storia". Detto questo non crediate che lo spessore del tema abbia fagocitato il cinema. Lo specifico cinematografico è notevole. Il giovane regista dimostra una ottima capacità di reggere il ritmo fino alla fine. La sceneggiatura è coerente e non ha buchi. I dialoghi assolutamente credibili. Impeccabile la ricostruzione dambiente. Ottimo è il cast.  Dal protagonista Ulrich Mühe nel ruolo del tormentato Wiesler, a Sebastian Koch, nel ruolo di Dreysman, fino a Martina Gedeck, nel ruolo di Christa, già vista ne "le particelle elementari", fino agli ottimi comprimari.  Penso che, come un novello Wolfgang Petersen, anche von Donnersmarck, verrà presto notato dalle major hollywoodiane. Se questo sarà un bene o un male, solo il futuro potrà dirlo.


Recensito anche su Pordemovie

Inter Palermo 2-2

Ovvero la (quasi) vendetta di un emigrante.

Signori miei, ieri sera ho quasi toccato il cielo con un dito. Ero reduce da due intensi avvenimenti, dei quali ho già parlato in altri blog, la Monferrata, e il cenacolo/pranzacolo.
Ammetto che il pomeriggio, tra privazione di sonno, e fumi alcolici, il mal di testa mi stava assalendo. Imbottito di analgesico mi avvio allappuntamento con mio cugino, studente bocconiano, anche lui domiciliato in Milano.
Dopo aver ritirato agli accrediti i nostri biglietti, ci sediamo sui nostri bei posti di tribuna. Ero decisamente troppo stanco per raggiungere i supporter rosanero nel settore ospiti. Lidea di vedermi la partita in piedi, cantando a squarciagola, non mi allettava molto. Ero anche rassegnato a vedere la grande Inter sovrastare il piccolo Palermo. Mi stavo solo godendo la soddisfazione di poter essere alla "scala del calcio". Mi sarei anche accontentato, ma con un guizzo geniale, il pur incostante Caracciolo, al terzo minuto segna! Che posso dire? Dimentico di essere praticamente circondato da supporter interisti, sono esploso in un urlo incontenibile, un misto di gioia, di commozione. In quellurlo ho messo tutto il sentimento di nostaglia, di amore infinito per la mia terra. La rivalsa di quel senso di tristezza e rabbia, che talvolta ci coglie, quando in mezzo alla nebbia, proviamo nostaglia per la nostra amata/odiata terra. La piccola Palermo, che ammutolisce i supporter dei  campioni ditalia! E in mezzo al silenzio della tribuna, due palermitani che urlano di piacere. Daccordo la sto romanzando un poco. In realtà, oltre al settore ospiti, penso che lo stadio fosse pieno di palermitani "milanesi", mimetizzati opportunamente nei vari settori dello stadio. Tantè che nella mia percezione le urla di piacere sono venute da tutto lo stadio!
E già questo, anche solo 5 minuti davanti allInter, mi avrebbero ampiamente soddisfatto. Andare in vantaggio, goderselo per un poco, per poi essere sovrastati, era messo in conto. Ma mi ero fatto male i conti. LInter non cera. Stupita forse da quel gol a freddo, la squadra di casa è sembrata incapace di reagire, tantè che il Palerrmo raddoppia al 46! E stato più di quanto potessi sopportare. Ho perso i miei ultimi residui di voce proprio per quel secondo gol. Ho ancora, a più di ventiquattro ore di distanza, la voce afona. Il gol di Zaccardo mi ha portato in paradiso. Durante lintervallo la mia mente si affolla di sogni di gloria, di riscatto.
Ormai sognare è lecito, basta accontentarsi. Chi lo avrebbe mai detto. Il Palermo in testa di due gol dopo il primo tempo!
Purtroppo lInter non è più quella sciupona di un tempo. E stata capace di reagire, di riorganizzarsi. Il Palermo non riesce, durante il secondo tempo, a chiudere il match con un terzo gol. E lInter, con una reazione esemplare, riacciuffa il risultato. Alla fine sono tutti contenti, gli interisti, che hanno avuto la conferma della qualità della loro squadra, e i palermitani, che razionalmente, sapevano benissimo che un punto al Meazza sarebbe stato un punto trovato. Ma il mio cuore rosanero piange per il sogno infranto. Per loccasione perduta. Nonostante la ragione mi sia contro, io penso ai due punti persi, non al punto guadagnato.
Stanco allinverosimile, senza voce, nella calda notte milanese, mi sono riavviato verso casa. Verso il meritato riposo. Verso nuove storie.



Crossover

Nello scorso settimana sono stato molto impegnati. Tre impegni hanno monopolizzato il mio tempo libero.
Sabato sono stato alla Monferrata. Domenica al Cenacolo, anzi al Pranzacolo, e domenica sera alla partita Inter-Palermo.
Poichè sono stato invitato a postare sul blog della Monferrata, e già posto sul Cenacolo, mi sono detto:  "Perchè non fare un post Crossover". Il crossover è un espediente narrativo molto usato negli USA, in particolare nei fumetti. Lidea è quella di una storia trasversale, che comincia magari in un albo apposito, continua nella serie di un personaggio, per esempio "Luomo ragno", e poi anche in altre serie, per esempio "i Fantastici Quattro". Lo scopo commerciale è quello di attirare i lettori di una serie verso altre serie, cercando di incrementare le vendite delle serie più deboli. DI solito le grandi case americane, Marvel e Dc, propongono ai propri lettori un "crossover" allanno. Questanno la Marvel ha realizzato il crossover "Civil War".
Imitando tale artifcio io scriverò un post che comincia stasera in questo blog, continuerà nel blog della Monferrata, proseguirà nel blog del Cenacolo, per concludersi poi di nuovo qui, sul mio blog.
Quindi vi invito a cliccare qui, per cominciare a leggere il racconto della Monferrata.

BUONA PASQUA

BD753-Pasqua Svizzera-

Film : 300

Recensioni - Storico

300

Regia di Zack Snyder

300millerE da qualche tempo che il cinema trae ispirazione dal fumetto.  Credo sinceramente che il fumetto sia una forma compiuta di comunicazione, con un suo specifico, non un "genere". Possono esistere buoni fumetti e cattivi fumetti. E credo che sia ora di finirla di usare i termini "fumetto" o peggio "fumettone", in modo dispregiativo.
La prova ne sono autentici capolavori narrativi, raccontati mediante il media fumetto. Così era il fumetto da cui questo film trae ispirazione. La storia, vera, dei 300 spartani, comandati dal re Leonida, che affrontarono un soverchiante esercito persiano, uscendone sconfitti dopo due giorni di intensi combattimenti. Il loro sacrificio permise tuttavia ai greci di unirsi contro il comune nemico, e quindi a sconfiggerlo alla fine.  Questa storia era stata raccontata dal cartoonist Frank Miller in una pregevole graphic novel. Miller è uno dei più geniali autori statunitensi. Autore di memorabili cicli di storie di Daredevil, delle miniserie, "Dark Knight Returns" e Batman: year one. Autore anche delle storie noir del ciclo di "Sin City. Il cinema ha corteggiato a lungo Frank Miller. Eroi come Darkman e Robocop sono ispirati alla visione milleriana del supereroe. Ma come per tutti i geni, il rapporto con le major hollywoodiane è stato sempre fonte di frustrazione per Miller.  Il suo apporto ai film "Robocop 2 " e "Robocop 3", è stato talmente stravolto che lo stesso Miller avrebbe preferito non comparire nei credits dei film. Pur tuttavia, in tempi più recenti, Miller ha ripreso a collaborare con il mondo del cinema. Rodriguez ha proposto una versione di "Sin City", sicuramente molto fedele alloriginale, coinvolgendo Miller nel processo produttivo. Così è avvenuto anche per questo, bellissimo 300.
Il cinema, lo osserviamo negli ultimi anni, sta saccheggiando a piene mani nel bacino fumettistico di storie e di invenzioni. Talvolta piegando le storie ad un diverso modo di comunicare. Talvolta i risultati sono qualitativamente discutibili. In questo caso il cinema mette molto poco di suo. Le tecnologie digitali sono asservite alla narrazione in questo caso, atte a restituire allo spettatore cinematografico le stesse surreali emozioni della lettura del fumetto. Anche luso della voce fuori campo come didascalia è lo stesso che nel fumetto. Inoltre il film, nelle parti non aggiunte apposta per il film, è fedele al fumetto inquadratura per inquadratura. Un lavoro immane, immagino il regista attento persino alle posture degli attori! Il risultato è una intensa cavalcata nellimmaginario. Ma anche se immaginifica, questa visione della "Storia" a mio giudizio non è infedele alla sostanza delle cose, pur essendolo nella forma. Anche la trasfigurazione delle figure persiane, che tante polemiche ha suscitato, è funzionale alla visione di chi, difendendo la propria patria, non può che vedere come mostruoso il proprio invasore.  La visione "politica" del film può sembrare superficiale. Chi vede nei greci che affrontano i persiani, una metafora degli stati uniti allattacco delliran secondo me sbaglia. La metafora è semmai contraria. Vedo più analogie tra lamerica di Bush e la Persia di Serse che non altre. In fondo parliamo di un piccolo esercito contro un altro numericamente superiore. Cioè del coraggio di affrontare una battaglia persa. E questo non mi pare molto Bushiano, tuttaltro.
Ma anche le parti aggiunte per il film sono funzionanti. Se sicuramente certe parti non avrebbero funzionato nel fumetto, le aggiunte, di situazioni e personaggi, danno il senso di un intreccio fondamentale in un racconto di oltre due ore. Le musiche sono ottime e ben "nascoste", lo scopo principe di una buona colonna sonora. Emergono quando devono emergere, e si nascondono quando è necessario. Sono anche un ottima colonna sonora per la lettura del fumetto, che , se non lo avete ancora fatto, DOVETE leggere.
Come è consigliabile vedere questo film. Un buon esempio, non solo di ottimo adattamento da un fumetto, ma di ottimo adattamento da un diverso modo di raccontare in generale.

Recensito anche su pordemovie


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