Scritti, impressioni, opinioni.

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Matematica Nerd

Matematica Nerd è la raccolta, riveduta e ampliata, di alcuni articoli pubblicati su FantasyMagazine che si pongono domande matematiche su tematiche legate al fantastico.

La matematica è parte della mia formazione, e dopo l'Università è rimasta nel mio bagaglio culturale di informatico.

Ma è possibile collegare due mondi apparentemente diversi, ossia quello della fantasia e quello della matematica?

Vi dico che per me la domanda è quasi retorica, perché un matematico è dotato di molta fantasia, credetemi.

Nella raccolta troverete i riferimenti agli articoli originali, perché nella maggior parte dei casi mi sono limitato, per spirito di divulgazione, a spiegare il lavoro fatto da altri, che hanno impiegato molto più tempo di me nel realizzare i loro lavori.

Dopo aver compiuto il mio dovere di cronista ho sentito l'esigenza di raccogliere questo lavoro, aggiornarlo e metterci un po' del mio.

Spero che il risultato vi convinca. Di seguito, sinossi e strillo dell'ebook, disponibile su Amazon, Delos Store e Kobo, tra gli altri.

La sinossi di Matematica Nerd

Ma i draghi di Game of Thrones possono volare? Che portanza devono avere le ali per sostenere il loro peso? E quanto bisogna spendere per avere tutti i Rollinz?

A quali forza è stata sottoposta la spina dorsale di Gwen Stacy quando l'Uomo Ragno cercò di salvarla dalla drammatica caduta dal ponte? Quanto bisogna spendere al supermercato per avere buone probabilità di completare la raccolta dei Rollinz? Che probabilità hanno di sopravvivere i personaggi di Game of Thrones, e davvero un drago può volare? Sono domande sulle quali normalmente le persone normali sorvolano. Ma i nerd no, e soprattutto non i matematici nerd, che hanno pronta un'equazione per verificare calcoli alla mano. Se siete anche voi matematici nerd apprezzerete questo libro; se siete nerd non matematici, troverete uno stimolante modo nuovo per affrontare il mondo dell'immaginario.

Star Wars: Gli Ultimi Jedi, le tre legi

Le tre leggi di Douglas Adams applicate ai prodotti dell'immaginazione

Tempo fa ho ricordato le tre leggi fondamentali della percezione del progresso di Douglas Adams. Oggi ritengo che si possano formulare anche in questa versione applicata a film, fumetti, serie tv, giochi, videogiochi e in generale ai prodotti dell'immaginazione.
1. Tutto quello che è stato prodotto prima della tua nascita è dato per scontato ed entrerà gradualmente nel tuo immaginario nel corso della tua esistenza;
2. Tutto quello che viene prodotto tra la tua nascita e i tuoi trent’anni è incredibilmente eccitante e creativo e costituisce la base del tuo immaginario per il resto della vita;
3. Tutto quello che viene prodotto dopo i tuoi trent’anni è un’offesa all’ordine naturale delle cose, è l’inizio della fine della civiltà e solo dopo almeno dieci anni comincia a essere considerato accettabile. Eccezione per sequel, prequel e reboot dei prodotti realizzati nei primi trent'anni della tua vita che vanno odiati a prescindere prima ancora di averli visti.

Bruce Springsteen and The E Street Band - Milano 3 luglio 2016

Non ho molto da dire in merito. C'ero anche io a vedere, la sera del 3 luglio 2016 al concerto di Bruce Springsteen e della E Street Band.

Ero in penultima fila, altri biglietti non ho trovato. Ho sofferto le vertigini all'inizio e il continuo tremolio dello stadio per tutto il tempo.

Ma pazienza. Forse esisteva un altro modo per vedere il concerto, ma io non ci sono riuscito. La mia abitudine è di giocare con le carte che ho in mano, anche se non proprio favorevoli al 100%

Quasi 4 ore di esibizione, alla fine delle quali Bruce Springsteen sembrava non essere stanco.

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Tanti brani, tante emozioni per tutti, visto che la lunga scaletta ha toccato tutti i brani più famosi.

Non  ho molto altro da dire salvo che sono felice di aver partecipato in qualche modo al mio personale happening popolare, al mio momento in cui condivido con altre migliaia di persone una passione.

Tutti uniti per il concerto del Boss, e tutti a litigare per entrare in metropolitana all'uscita. Così è la vita.

C'è da dire che l'organizzazione del concerto, dell'apparato di sicurezza, della viabilità e accesso ai mezzi pubblici sono stati a prova di maleducato. Una gestione che ho percepito come perfetta perché a casa ci sono tornato con calma e tranquillità. Stanco ma felice.

Di seguito vi mostro alcuni sfocati e tremolanti spezzoni che spero non mi vengano rimossi per violazione del copyright.

Hungry Heart (uno dei miei brani preferiti)

The River (il festival della luce del cellulare, erede dell'accendino)

 

 

 

Vacanza Social

Primo giorno di vacanza social.

È un momento un po' ingolfato. Poiché Facebook non ha nulla che assomigli a un "fuori sede" ho sospeso l'account fino a nuovo ordine.

Arrivederci a data da destinarsi.

La democrazia non è un evento di Facebook

Che c'entra la democrazia con Facebook?

Fermo restando che l'esito del referendum nel Regno Unito non mi è piaciuto, per ragioni che non so, più legate al cuore e all'emotività che a fini analisi economiche che non sono in grado di fare, posso anche dire che lo accetto, come accetto tutte le cose della vita che accadono senza che possa farci nulla.

Mi rode un po' vedere menti che si sentono finemente democratiche ribaltare la logica che ha portato al suffragio universale e affermare che esisterebbe chi non si merita di andare a votare.

Leggere articoli in cui alcuni votanti si rammaricano, perché non hanno capito le conseguenze del loro voto, deve fare ribaltare questo concetto ormai acquisito che i cittadini di uno stato sono tutti uguali almeno alle urne?

Non dovrebbe e personalmente mi rifiuto di farlo. Come mi rifiuto l'idea che se il risultato di una consultazione non ci piace, l'idea vincente sia quella di tornare alle urne finché non esce quello che ci sembra il migliore risultato.

Le carte non si rimescolano a comando, ma si gioca con quelle che si ha in mano.

Un voto espresso in cabina elettorale non è un veloce like a uno stato o un commento in una discussione su Facebook, né un "parteciperò" a un evento al quale sappiamo che non andremo.

Se qualcuno ha votato con questo spirito non lo so e non lo posso presumere. Sono affari suoi, anche se le conseguenze delle sue azioni diventano affari di tutti.

Ma come non posso chiedere che in una partita a carte a un turno il tris batta la coppia e al successivo, se mi fa comodo, avvenga il contrario, non posso chiedere di stabilire di volta in volta chi sia meritevole di votare e chi no.

Non posso scegliere quali elezioni o quali referendum siano validi sulla base del risultato a me più congeniale, come non posso chiedere che si rimetta la  palla in gioco a partita finita.

Mi sembra, a lume di naso, che ci sia molta più serietà nell'accettazione dell'esito di una partita che di quello di una tornata elettorale o referendaria.

Il voto non è un like o un parteciperò che si possono togliere in qualsiasi momento, fino a che non spegneranno i server di Facebook.

Se abbiamo stabilito dei criteri di accesso al voto, non li possiamo cambiare a nostra convenienza, perché perderebbero di significato.

Preferisco sempre chiedermi il perché le cose sono successe, e gestire il cambiamento che gli eventi hanno portato, che recriminare o sperare a vanvera che non sia mai successo niente.

Questa è la vita, a mia modesta opinione.

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